• Articolo , 30 luglio 2008
  • Tagli agli incentivi, ma la Germania rimane leader nel solare

  • Leadership tedesca sulle fonti alternative e soprattutto su quelle dal solare, settore in cui produce non solo il 25% dei pannelli fotovoltaici, ma anche la metà dell’energia a livello mondiale

La crisi si fa sentire anche nella ricca Germania e quindi nelle economie della politica del governo della Merkel rientrano anche i tagli ai sussidi per le fonti rinnovabili. Ma nonostante tutto (e la maggiore scarsità di ore di insolazione) il paese rimane in testa ai produttori mondiale di energia fotovoltaica.
Quindi non sono stati sufficienti alcune riduzioni agli incentivi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per far scendere la Germania dal podio di leader tra i produttori di energia solare.
Facendolo notare il quotidiano inglese, The Financial Times sottolineava come, proprio a dispetto di un’esposizione al sole inferiore a molti altri Paesi, il governo Berlino abbia saputo mettere in campo una politica funzionale e in grado di far moltiplicare la diffusione dei moduli fotovoltaici nell’utenza domestica.
Il taglio di cui si è detto, ammonta al 9-10% annuo a fronte di una previsione che aveva ipotizzato una diminuzione del 30%. Certo il Paese, che produce la metà della produzione energetica solare mondiale dovrà ora difendersi da una concorrenza più agguerrita su scala globale. Ma grazie al vantaggio che la nazione tedesca ha accumulato sino ad oggi in questo settore, le prospettive sono ancora ottime e i dati parlano chiaro. Il comparto dell’energia solare dà lavoro a 60 mila cittadini, sviluppando un fatturato che dovrebbe arrivare intorno ai 13 miliardi di euro l’anno entro il 2010 (nel 2007 il è stato di 7 miliardi). Comunque la Germania si conferma il terzo produttore mondiale di pannelli fotovoltaici, con il 25% del mercato globale. E, secondo il parere degli analisti, nel lungo periodo, il solare alimenterà il 30% del fabbisogno di elettricità e acqua calda dei cittadini tedeschi contro l’1% scarso di oggi.