• Articolo , 9 giugno 2010
  • Tagli alla CO2: ecco perché il Giappone può superare l’Europa

  • Secondo un panel del Ministero del Commercio nipponico la nazione può raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni: meno 30% di gas serra al 2030

(Rinnovabili.it) – Per il quinto Paese nella classifica globale dei grandi emettitori di gas serra potrebbe essere arrivato il momento di invertire la rotta e intraprendere una profonda “eco-rivoluzione” in grado addirittura di scippare la leadership climatica – ormai appannata – all’Unione Europea.
Un panel di esperti del ministero del Commercio del Giappone ha redatto un documento contenente una nuova strategia di riduzione delle emissioni. Nel concreto si tratterebbe di alzare il tiro sugli obiettivi presentati lo scorso agosto dal premier giapponese puntando a *un taglio del 30% o più entro il 2030* rispetto i livelli di CO2 registrati nel 1990. Sulla base di una previsione più a breve termine la riduzione potrebbe assestarsi al 25% entro il 2020 se tutti i principali protagonisti, come la Cina e gli Stati Uniti, decidessero di imporsi obiettivi ambiziosi.
Il piano, che dovrà ovviamente essere approvato dalla nuova formazione del gabinetto nel corso di giugno, riporta in maniera particolareggiata anche la strategia da seguire per ottenere la meta suggerita, a partire dallo stimolo riservato all’energia pulita (in cui però Tokyo fa rientrare anche il nucleare) aumentando la produzione di 36 punti percentuali.
Inoltre il documento prevede entro il prossimo ventennio: il dimezzamento delle emissioni delle case e negli uffici; un taglio del 37% della CO2 nel settore trasporti e del 25% nel comparto industriale; l’implementazione di sistemi di CCS per le nuove centrali a carbone; un miglioramento della rete di distribuzione elettrica. Per tutti questi ultimi tagli i valori percentuali sono da riferire ai valori emissivi attuali.