• Articolo , 13 novembre 2009
  • Taglio CO2: il Brasile sfida i Paesi ricchi con un obiettivo del 42%

  • Il governo brasiliano ha annunciato che oggi chiarirà le sue posizioni, che si prevede possano rivelarsi quelle definitiv,e per il Vertice dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del dicembre prossimo.

(Rinnovabili.it)- Anche il Brasile si appresta ad entrare nei negoziati climatici internazionali con obiettivi importanti di riduzione delle emissioni. La dicotomia d’azione tra paesi ricchi ed economie emergenti riceve così la prima scossa che potrebbe accorciare distanze apparentemente incommensurabili.
Il Ministro-Capo della Casa Civile della presidenza del Brasile, Dilma Roussef, aveva in precedenza ammesso di non voler dichiarare anzi tempo ciò che avrebbe sicuramente definito a San Paolo in occasione della visita al Presidente Luiz Inacio Lula da Silva per i compromessi ufficiali sul clima.
Stamane il Governo brasiliano ha difatti rivelato di essere pronto a mettere sul tavolo delle questioni la proposta nazionale sulle emissioni che andrà a confluire e ad influenzare enormemente i lavori al vertice Copenaghen. Le posizioni finora anticipate da Brasilia si focalizzavano esclusivamente sul restringimento delle attività di deforestazione in Amazzonia dell’80% entro il 2020. Una mossa che condurrebbe il paese sud americano a riassorbire circa 580 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno, il 20% sul totale.
Dilma Rousseff, capo di gabinetto dell’esecutivo brasiliano, ha comunicato ai giornalisti l’assoluta volontà di “intervenire nei settori di energia, agricoltura, acciaio e in altri dedicati alla deforestazione per produrre biomassa”, le cui percentuali di riduzione in totale coglierebbero appieno, a suo parere, un risultato quantificato tra il 17 ed il 20%. Si arriverebbe così a calcolare, assieme agli sforzi per scemare la deforestazione, un 40% di riduzione entro il 2020 di CO2 per la proposta brasiliana a Copenaghen. D’accordo con il Ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim, che ha affermato che secondo la Banca Mondiale sarebbero necessari almeno 400 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo per fronteggiare i cambiamenti climatici, Roussef ha aggiunto che “il Brasile è pronto a ogni sforzo per il successo della riunione di Copenaghen”, con l’esclusiva clausola di un maggior impegno delle Nazioni ricche nel disporre risorse internazionali ai paesi poveri. Gran parte del decollo della Conferenza di Dicembre dipenderà dai finanziamenti disponibili per adempiere agli impegni da sottoscrivere in prossimità del nuovo accordo globale, ma finora l’unica proposta è quella dell’Unione europea con circa 140 miliardi di dollari.