• Articolo , 25 maggio 2010
  • Taglio della CO2. Parigi e Berlino dicono no al target del 30%

  • E’ un no perentorio quello che viene fuori da Francia e Germania alla vigilia della comunicazione Ue sul rinnovo degli obiettivi di riduzione delle emissioni comunitarie

(Rinnovabili.it) – L’ambizione europea a riconquistare la leadership climatica nei negoziati internazionali sembra raffreddarsi dietro al freno di Francia e Germania. Il ministro dell’Economia tedesco _Rainer Brüderle_ e il ministro dell’Industria francese _Christian Estrosi_ si sono espressi unanimemente contro un aumento degli obiettivi europei sulla protezione del clima, quel tanto citato target del 30% che Bruxelles aveva ventilato in vista di un accordo globale alla COP 15 e poi riproposto dal commissario del Clima Connie Hedegard in un nuovo studio di fattibilità. L’inflessibile no franco-tedesco è stato motivato da una richiesta di maggiore tempo d’adeguamento dopo il risultato, da molti giudicato deludente, del summit danese.
“L’UE è disposta ad aumentare i suoi sforzi al 30% se le altre principali economie assumono impegni comparabili. Questa offerta condizionale è ancora valida”, ha dichiarato il ministro francese. “Le nostre analisi convergono. Siamo convinti che, dopo il fallimento del vertice di Copenaghen, abbiamo bisogno di darci più tempo per i processi di adattamento”.
Nel documento, che sarà discusso dal Consiglio Ambiente il prossimo 11 giugno, il braccio esecutivo della UE sostiene che “sia il contesto internazionale che l’analisi economica suggeriscono che è giusto continuare a prepararsi per un obiettivo comunitario del 30 per cento”, nella convinzione che “un taglio del 20% entro il 2020 non sia sufficiente a indirizzare le emissioni sul sentiero giusto”. Ovviamente la proposta della Commissione deve ancora essere sostenuta sia dagli Stati membri e al Parlamento europeo.