• Articolo , 13 febbraio 2009
  • Taranto e Ilva un caso nazionale, reazioni e commenti

  • Critiche e rilievi al comportamento del governo in merito alla gravissima situazione che affligge da anni Taranto stretta nella morsa dell’inquinamento della diossina contenuta nelle emissioni degli impianti industriali dell’Ilva

L’8,8% dell’inquinamento europeo da diossina proviene dall’Ilva di Taranto. Così Alessandro Marescotti sulla situazione dell’inquinamento causato dall’Ilva nella città pugliese. Ma queste cose Marescotti le scriveva non ieri, non il mese scorso, non l’anno scorso. Le scriveva nell’aprile del 2005 ( avete letto bene, non è un refuso, nel duemilacinque). A distanza di quasi quattro anni la situazione è peggiorata, anche se dal punto legislativo è stata da poco varata una legge regionale voluta dal presidente Niki Vendola che pone un tetto alla percentuale di diossina nelle emissioni industriali. Un tavolo convocato, con tutte le parti in causa, al ministero dell’ambiente si è risolto con un nulla di fatto in termini di misure concrete. Il governo promette e rimanda. La situazione sta degenerando e qui di seguito riportiamo le proteste e le critiche che da più parti si sono levate in merito. Anche se restiamo sconcertati come questa situazione, ormai drammatica, non abbia ancora assurto dignità nazionale e non faccia notizia sulle prime pagine del quotidiani o delle scalette di presentazione dei telegiornali e giornali-radio più importanti.

*Pierfelice Zazzera*, _coordinatore Idv regionale Puglia_
“Se è vero quanto lo stesso Ministero ha affermato mi chiedo come mai allora respinge la possibilità di adeguare i livelli di diossina ai parametri previsti dalla Comunità Europea impugnando la Legge Regionale anti-diossina approvata anche con l’astensione (?) del centrodestra. Mi viene da pensare – conclude Zazzera – che ai pugliesi il salvataggio di Alitalia con la presenza di Riva nella cordata CAI costerà anche in termini di salute”.

*Susanna Camusso*, _segretaria confederale della Cgil_
“Una scelta del governo di impugnare una legge legittima della Regione Puglia avrebbe solo l’effetto di innescare un conflitto tra istituzioni, mettendo i lavoratori di fronte al ricatto tra lavoro e salute. La Cgil si augura che non ci si avventuri in tale conflitto, i cui esiti non potrebbero che essere dannosi per il lavoro e per il territorio. Continueremo con la necessaria determinazione a proporre che si attivi un vero tavolo per risolvere i problemi e definire gli investimenti necessari”.

*Mino Borraccino*, _capogruppo alla Regione Puglia del Pdci_
“Il Governo Berlusconi ha gettato la maschera. La possibilità che l’esecutivo possa ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge regionale anti diossina dimostra che, nei fatti, il governo della destra è alleato di Emilio Riva. Ed è contro Taranto ed i lavoratori”.

*Alessandro Marescotti* _presidente di Peacelink, e Biagio De Marzo_
“Arrivata l’ Alta Marea a qualcuno è venuta la tremarella: c’è poco tempo per costruire argini e protezioni innovative». Comincia così una riflessione di Alessandro Marescotti e Biagio De marzo di Peacelink secondo i quali sulla questione inquinamento e diossina, qualcuno vorrebbe alzare cortine fumogene”. Per una completa “analisi della situazione”:http://www.peacelink.it/ecologia/a/28376.html

*Ermete Realacci*, _ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd_
“La salute dei cittadini di Taranto non può aspettare oltre. Pur apprezzando la dettagliata risposta che ci arriva dal Ministero dell’Ambiente, ribadiamo che servono tempi certi e risorse nazionali per avviare gli interventi necessari per risolvere una volta per tutte la grave situazione dell’Ilva di Taranto”.

*Giovanni Centrella*, _segretario nazionale UGL Metalmeccanici_
“E’ necessario che Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia ed Ilva di Taranto compiano un ulteriore sforzo istituendo un tavolo tecnico capace di stabilire le compatibilità delle emissioni di diossina rispetto alla normativa regionale e che, inoltre, la stessa Regione Puglia conceda una proroga modificando la legge e consentendo un esame approfondito dei dati”.