• Articolo , 21 dicembre 2007
  • Tecnologia a secco ed efficienza energetica

  • La stratificazione a secco rappresenta un’opportunità per l’edilizia, ancora poco diffusa in Italia, in termini di risparmio energetico, facilità di manutenzione e riciclo

La tecnologia della stratificazione a secco si presenta come alternativa efficace ai sistemi costruttivi tradizionali a umido o in latero cemento. La tematica dell’involucro architettonico e della struttura portante realizzati a secco si pone come base di una progettazione volta al risparmio energetico, economico e consente una drastica riduzione dei materiali utilizzati. Proprio in questo periodo in cui è posta maggiore attenzione al risparmio energetico, all’efficienza negli edifici e ad una progettazione sostenibile (si tiene maggiormente conto dell’impatto ambientale che genera l’opera, l’inarrestabile consumo del territorio, l’alto consumo energetico e le emissioni in atmosfera ad esso connesse), si nota la necessità di soluzioni tecnologiche ed architettoniche il cui fine sia quello di generare progetti poco energivori.
La tecnica a secco è un sistema di costruzione ecosostenibile, in quanto minimizza l’uso dei materiali e in gran parte gli stessi sono riciclabili (ad es. strutture portanti o secondarie in alluminio riciclato), e consentono per le loro caratteristiche prestazionali un elevato risparmio energetico.
L’ecosostenibilità del sistema di costruzione consiste dunque nel miglior rapporto tra costruzione, funzionamento e mantenimento, dismissione e impatto che tutti questi cicli hanno sull’ambiente. La velocità del tempo di realizzazione della costruzione è un ulteriore vantaggio: stretti tempi di costruzione significano un risparmio notevole sui costi dell’immobile finito.
La costruzione stratificata consente una progettazione integrata e mirata ad alte prestazioni di risparmio energetico, consentendo una totale libertà progettuale ed architettonica. L’utilizzo delle tecnologie a secco nasce nei paesi nordici europei e tali sistemi costruttivi, basati su sistemi multistrato montati a secco, hanno avuto nell’Europa centrale una grande importanza, sia nello sviluppo che nella diffusione delle Passive House. Ora si sta diffondendo in Italia lasciando ampi margini di crescita e ricerca, ponendosi come un reale strumento risolutivo del problema della gestione intelligente ed accurata del risparmio energetico. L’ostacolo alla diffusione su larga scala di questa tecnica costruttiva è sempre stata la convinzione che l’abitazione costruita con assemblaggio a secco potesse avere una durata inferiore nel tempo: si tratta però di una falsa percezione, in quanto l’immobile risulta maggiormente manutenibile e dunque possiede una maggiore lunghezza di vita. Ponendosi come alternativa efficace ed efficiente ai sistemi di costruzione tradizionali, blocchi, casseri a perdere, riempimenti, latero cemento, la stratificazione a secco è caratterizzata, dal punto di vista tecnologico e prestazionale, da un aumento evidente di complessità e di studi che innalzano il livello di qualità architettonica: progetti di strutture in acciaio e vetro con agganci a vista, nodi tecnologici studiati nel minimo dettaglio per garantire prestazioni e qualità all’opera realizzata, maggiore cura nel dettaglio e nella scelta dei tipi di rivestimenti o di materiali. La stratificazione a secco porta con sé una serie di soluzioni tecnologiche-architettoniche volte ad un risparmio di materie prime, di energia e di costi del progetto.
Il sistema di stratificazione a secco struttura-rivestimento, vede l’integrazione di elementi costruttivi leggeri, sottili e ad alte prestazioni meccaniche e fisiche, diversificate a seconda del tipo di stratificazione: una maggiore cura nel dettaglio, l’assemblaggio di differenti materiali e la possibilità di una variazione continua, conducono ad una ottimizzazione nelle fasi di assemblaggio e messa in opera in cantiere del progetto ed una maggiore manutenibilità delle unità tecnologiche.
Secondo tipo di stratificazione a secco è la facciata continua ‘Curtain Wall’, che secondo la Norma EN 13119, rappresenta una ‘facciata esterna di un edificio prodotta con intelaiatura costituita principalmente di metallo, legno o PVC, costituita da elementi strutturali verticali ed orizzontali, collegati insieme e ancorati alla struttura portante dell’edificio’. Il risparmio energetico attribuibile alle facciate di tipo ‘curtain wall’ è analizzabile dal punto di vista prestazionale e tecnologico, in quanto migliora le prestazioni termiche tecniche ed architettoniche dell’involucro edilizio, creando benefici negli ambienti indoor. Lo stesso avviene per la soluzione tipologica della facciata ventilata, definita dalla norma UNI 11018, ‘un tipo di facciata a schermo avanzato in cui l’intercapedine tra il rivestimento e la parete è progettata in modo tale che l’aria in essa presente possa fluire per effetto camino in modo naturale e/o in modo artificialmente controllato, a seconda delle necessità stagionali e/o giornaliere, al fine di migliorarne le prestazioni termoenergetiche complessive’. Dunque la stratificazione a secco coinvolge lo schermo e il rivestimento antistante l’intercapedine che si viene a formare con la parete dell’edificio.
La tecnologia a secco può inoltre essere applicata alle facciate a doppia pelle, le facciate sospese o a fissaggio puntuale, che utilizzano tamponature vetrate a vetro singolo, doppio o triplo, a seconda delle esigenze funzionali e prestazionali, fissati alla struttura portante in alluminio o in accaio mediante organi di connessione disposti ai vertici o retrostanti la lastra. Funi tese e intrecciate, ganci in acciaio, ragnetti e rotule con bulloni di serraggio regolabile, elementi distanziatori che garantiscono continuità nell’isolamento termico e dispositivi che permettono l’assorbimento delle vibrazioni dell’intera facciata, sono strumenti di connessione a secco, progettati per trasmettere alla struttura portante di sostegno le sollecitazioni meccaniche e le dilatazioni termiche.
L’involucro integrato per la produzione di energia permette l’unione di soluzioni tecnologiche a secco con l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, quale il sole o il vento, grazie all’integrazione di moduli fotovoltaici o pannelli solari termici in facciata o come rivestimento di copertura. L’integrazione avviene mediante l’inserimento dei suddetti moduli in sistemi di chiusura trasparente a singolo o doppio strato, verticali o orizzontali, con inclinazioni differenti a seconda delle necessità progettuali, con soluzioni tipologiche svariate (frangisole mobili e orientabili o fissi, parapetti, coperture, pensiline, facciate interattive, facciate fotovoltaiche).
Nasce dunque come risposta alla necessità di strategie e tecnologie differenziate rispetto al contesto climatico, tipo il Nord Europa e risponde al controllo delle interazioni tra clima e benessere ambientale e indoor. Si necessita dunque di una tecnologia maggiormente accurata, sofisticata e flessibile: lo scopo è dunque quello di ottimizzare, mediante la scelta di materiali e diverse combinazioni, l’insieme delle prestazioni dell’involucro esterno (come la dilatazione delle stratificazioni di isolamento, maggiore risparmio dovuto all’integrazione di schermature solari o aperture per la ventilazione). Rilevanti sono i vantaggi: velocità del momento costruttivo, smontabilità, dismissione del manufatto e riutilizzabilità dei componenti congiunti a secco nell’involucro o nella struttura portante dell’edificio.
La tecnologia stratificata a secco minimizzando dunque l’utilizzo di materiali e l’apporto di energia durante il processo costruttivo, consente una progettazione integrata volta all’ottimizzazione delle prestazioni e delle risorse economiche ed energetiche.