• Articolo , 1 luglio 2010
  • Tecnologia innovativa per produrre biofuel da piante legnose

  • Un team di ricercatori della North Carolina State University ha messo a punto un innovativo sistema in grado di poter sfruttare i materiali legnosi nel ciclo di produzione di biocarburanti

(Rinnovabili.it) – Buone notizie per la produzione di biofuel da piante legnose. Un gruppo di ricercatori della North Carolina State University ha messo a punto un’innovativa tecnica che consente di ridurre in maniera significativa i rifiuti derivanti dalle tecniche di produzione convenzionali di biocarburanti. Quella messa a punto nel polo universitario americano rappresenta un passo molto significativo per creare un sistema commerciale per l’utilizzo su vasta scala del biofuel. “Questa tecnica rende il processo di produzione più efficiente e meno costoso” – ha spiegato la professoressa Ratna-Shivappa Sharma, coautrice della ricerca – La tecnica potrebbe consentire di far diventare la materia vegetale ricca di lignina una sostanza commercialmente redditizia nel comparto dei biocarburanti”.
L’obiettivo dei ricercatori è quello di utilizzare questa tecnica non solo per le piante legnose ma anche per le altre materie prime utilizzate per produrre biofuel che possano utilizzare questi zuccheri. Tradizionalmente, infatti, per produrre etanolo, butanolo o altri biofuel, i produttori hanno utilizzato mais, barbabietole e altre materie prime vegetali ad alto contenuto di amidi o di zuccheri semplici. Tuttavia queste sono colture utilizzate anche per l’alimentazione umana e questo crea un certo problema di “concorrenza” tra l’uso umano e l’uso per la produzione di carburante pulito. Il problema con la biomassa lignocellulosica è quello di degradare la componente lignea senza rovinare la cellulosa, materia prima per la produzione dei biofuel.
I ricercatori americani hanno dunque lavorato in questa direzione e attualmente stanno testando la possibilità di creare biocarburanti a partire proprio da quelli che sono chiamati “woody” material (materiali legnosi) trattando la pianta con ozono gassoso che consente di scomporre la materia prima in una sostanza ricca di carboidrati e in un flusso di rifiuti liquidi. Questi carboidrati sono poi esposti a degli enzimi che trasformano i carboidrati in zuccheri che possono esser fatti fermentare per produrre etanolo o butanolo.