• Articolo , 26 giugno 2009
  • Tecnologia italiana per il solare rivoluzionario di Israele

  • E’ dell’italiana Turbec Spa la microturbina istallata nel neo impianto solare a concentrazione ibrido da poco inaugurato a Kibbutz Samar. La sua potenza permetterà di soddisfare i bisogni termici e d elettrici di 70 famiglie

(Rinnovabili.it) – Quello che è stato inaugurato solo due giorni fa Samar Kibbutz, nel sud di Israele, non è un impianto come gli altri. A entrare in funzione è stato infatti la prima centrale a concentrazione ibrida, in grado di sfruttare i raggi solari per produrre elettricità e calore nelle belle giornate e sopperire alla mancanza di luce con un’alimentazione a biofuel. Sviluppato da Aora Spa, l’impianto si basa sulla tecnologia messa a punto nei laboratori del Weizmann Institute of Science in combinazione con l’ispirata progettazione dello studio di architettura Haim Dotan: 30 eliostati seguono e riflettono il sole verso una torre alta 30 metri, l’unità di conversione dove l’energia solare concentrata riscalda l’aria compressa e mette in funzione una microturbina da 100 kWe.
Cuore dell’impianto la turbina in questione ha una paternità tutta italiana: a realizzarla e fornirla è stata infatti Turbec Spa, azienda di Corporeno di Cento (Ferrara), che ha migliorato l’efficienza del sistema rendendola in grado di produrre anche energia termica tramite cogenerazione, con una potenza di 170 kWt. L’impianto oltre a fare, si spera da apripista ad ulteriori istallazioni si distingue per una serie di vantaggi primo fra tutti la modularità, ovvero la possibilità di collocare autonomamente ciascuna unità di base senza la necessità di destinare enormi spazi contigui per una centrale di dimensioni maggiori. Flessibilità e scalabilità sono le ovvie conseguenze, dando modo di ampliare o diminuire in base alle necessità le dimensioni dell’impianto. La stessa applicazione è attualmente in fase di realizzazione anche ad Almeria, in Spagna e forse potrebbe raggiungere anche la Giordania. Ha confidarlo è Yuval Susskin, ceo di AORA, secondo cui il Paese in questione sarebbe un ottimo per una futura collaborazione dal momento che possiede tutto ciò di cui questo progetto a bisogno: sole e terra. E poi, perché no – aggiunge – pensare anche ad un’espansione mondiale.