• Articolo , 20 gennaio 2009
  • Tecnologie “verdi”, chi ha paura della crisi?

  • Il mondo delle energie alternative non vede crisi, anzi gli investimenti continuano a crescere. Ciò è dovuto sia ad una reale efficacia nell’ambito della produzione di energia e in relazione al risparmio energetico, sia alla conseguente creazione di un nuovo mercato del lavoro

Anche nel 2008 il mondo ha creduto e quindi investito nelle energie rinnovabili per un totale di 6,5 miliardi di euro, 8,4 miliardi il corrispettivo in dollari; i dati sono emersi da uno studio del Centro Ricerche Statunitense Cleantech, il quale ha dimostrato che i venture capital impiegati nelle energie pulite sono cresciuti rispetto al 2007. Nonostante la crisi economica che sta investendo l’intero globo, le fonti rinnovabili quindi continuano ad attrarre verso di loro l’attenzione delle grandi e piccole utenze, sia dal punto di vista strettamente energetico che da quello lavorativo, in quanto queste rappresentano un’ottima fonte di opportunità e creazione di nuovi posti di lavoro. L’energia da fonte solare è risultata quella più appetibile, con il 40% degli investimenti; l’11% ha interessato i biocarburanti e il 10% i trasporti. Alla base di tali dati, lo studio e l’analisi dei capitali impiegati in Nord America e non solo, tuttavia gli Stati nordamericani hanno contribuito con il 68%, la quota maggiore rispetto al resto d’Europa, che invece ha effettuato investimenti per un totale di 1,3 miliardi di euro principalmente nel settore solare e dell’eolico. A livello europeo gli Paesi maggiormente attivi sono stati Regno Unito e Israele, guidati in testa dalla Germania che ha visto incrementare i propri investimenti nel settore delle rinnovabili del 217%. Fra i Paesi emergenti nel settore si evidenziano il ruolo di Cina e India, rispetto alle quali, nel primo caso si sono registrati investimenti che hanno sfiorato il mezzo miliardo di dollari, anche grazie alla migrazione di molte fabbriche di pannelli solari dall’Occidente; nel secondo,l’India, l’investimento ammonta a 277 milioni di dollari, i quali però, secondo il Coordinatore della ricerca, Nicholas Parker saranno destinati a crescere anche nel 2009.