• Articolo , 22 dicembre 2008
  • Tempeste e Riscaldamento globale: esiste una connessione

  • Lo dimostrerebbe uno studio della Nasa sulla base dei dati raccolti dal satellite Aqua che ha monitorato per cinque anni le nubi che si trovano a 20 km di quota

La temperatura terrestre si alza e le nubi nella porzione alta dell’atmosfera aumentano. La semplice correlazione, dimostrata per la prima volta da uno studio della Nasa, giunge a conferma di ciò che da tempo era previsto da diversi modelli teorici, fornendo un’ipotesi alle violente tempeste tropicali che ritrovano proprio nelle formazioni atmosferiche sopracitate la prima causa d’origine. A documentare il fenomeno è stato lo studio dello Jet Propulsion Laboratory (Jpl), grazie ai dati forniti dall’Airs (Atmospheric Infrared Sounder), uno degli strumenti a bordo di Aqua, il satellite Usa lanciato nel 2002 per l’Osservazione terrestre e che ogni giorno ha raccolto misure relative a circa 6.000 nubi tropicali. “Nubi e pioggia sono state finora l’anello più debole nelle previsioni climatiche. – spiega Hartmut Aumann, a capo dello studio scientifico – “Secondo le nostre osservazioni le nubi alte, che si trovano a 20 km di quota, presentano le più grandi difficoltà per gli attuali modelli climatici”.
Le informazioni raccolte in questi cinque anni evidenzierebbero così il forte nesso esistente tra i due fenomeni dai responsabili della ricerca attraverso una chiara relazione: ad ogni grado di aumento delle temperature medie superficiali degli oceani tropicali corrisponde un incremento del 45% nella formazione delle nubi associate a piogge torrenziali. “Con l’attuale tasso di riscaldamento globale, – continua – di 0,13 gradi Celsius ogni decennio, la frequenza di queste tempeste potrebbe portare ad un aumento del 6% nello stesso arco di tempo”.
Con questi risultati, presentati dal Laboratorio californiano durante l’ultimo convegno dell’Unione Geofisica Americana e arriva la conferma ad un precedente studio Nasa, condotto da Frank Wentz nel 2005, che evidenziava un aumento nelle precipitazioni globali pari all’1,5% per decade su un periodo di 18 anni; una percentuale di gran lunga superiore (circa 5 volte) al valore stimato nel rapporto 2007 dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc).