• Articolo , 21 luglio 2010
  • Terna: al via il riassetto della rete elettrica nel bellunese

  • La rete elettrica del bellunese avrà presto una marcia in più in termini di sicurezza, qualità ed efficienza con la ricostruzione di 51 km di linee elettriche ormai vetuste. E senza dimenticare l’ambiente, al centro di un approccio all’insegna della sostenibilità: 59 km di vecchi elettrodotti saranno infatti demoliti e 3 km verranno interrati. Gianpaolo […]

La rete elettrica del bellunese avrà presto una marcia in più in termini di sicurezza, qualità ed efficienza con la ricostruzione di 51 km di linee elettriche ormai vetuste. E senza dimenticare l’ambiente, al centro di un approccio all’insegna della sostenibilità: 59 km di vecchi elettrodotti saranno infatti demoliti e 3 km verranno interrati.
Gianpaolo Bottacin e Luigi Roth, rispettivamente Presidente della Provincia di Belluno e Presidente di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, hanno sottoscritto oggi il Protocollo di Intesa per la razionalizzazione della rete elettrica dell’Alto Bellunese. Il Protocollo, che riguarda in particolare la “fascia di fattibilità”, cioè la porzione di territorio all’interno della quale è stato individuato il tracciato delle opere, è stato firmato oltre che dalla Provincia di Belluno, anche dalle amministrazioni comunali di Longarone, Castellavazzo, Ospitale e Perarolo.
L’accordo riguarda il potenziamento della rete a 132 kV nell’Alto Bellunese, che consentirà il pieno sfruttamento della produzione idroelettrica locale incrementando così anche la sicurezza e
la qualità del servizio nell’area di carico di Belluno. Si prevede inoltre l’eliminazione di ridondanze di rete a 132 kV e l’ottimizzazione dei tracciati delle linee a 132 kV e 220 kV che attraversano i quattro Comuni firmatari, per migliorare la localizzazione delle linee elettriche esistenti rispetto ai contesti urbani, come richiesto dalla comunità locale.
Obiettivo degli interventi previsti da Terna per il riassetto della rete elettrica dell’area è infatti anche la riduzione della pressione ambientale delle infrastrutture elettriche sul territorio per liberare i centri urbani dalle linee esistenti, con la demolizione di 59 km di linee elettriche, 3 km di interramenti e 51 km di ricostruzioni. Il bilancio tra ricostruzioni e demolizioni sarà dunque pari a –
8 km di elettrodotti sul territorio dei quattro Comuni. Per questi interventi Terna ha programmato un investimento di 40 milioni di euro, in linea con il Piano di Sviluppo.
Ma, grazie al Protocollo di Intesa già sottoscritto da Terna il 21 marzo 2009 con i Comuni di Belluno, Soverzene e Ponte nelle Alpi, l’investimento complessivo nella Provincia di Belluno è di 80 milioni di euro e il bilancio degli interventi pianificati è pari a -19 km di elettrodotti sul territorio.

“Lo sviluppo di un territorio – ha spiegato il Presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin – passa inevitabilmente anche attraverso la modernizzazione delle infrastrutture e degli
impianti energetici. Tutto questo è possibile nel doveroso rispetto che dobbiamo avere per l’ambiente in cui viviamo, un eco-sistema particolarmente delicato nelle nostre montagne. Con la
firma di oggi, il Bellunese compie un importante passo in avanti nella razionalizzazione della rete elettrica, nella sua messa in sicurezza e nella qualità del servizio che viene quotidianamente
offerto ai nostri cittadini”.

“La firma di questo Protocollo – ha commentato il Presidente di Terna, Luigi Roth – rappresenta un’ulteriore e significativa tappa di una strategia, risultata vincente, basata sul dialogo e la
condivisione con le comunità locali. In Veneto abbiamo in programma importanti investimenti con l’obiettivo di aumentare sicurezza, efficienza e affidabilità del servizio elettrico nella regione, in un’ottica di sostenibilità. Pensare all’ambiente insieme allo sviluppo infrastrutturale del Paese è infatti una priorità per Terna che, nei suoi progetti, coniuga sempre le esigenze elettriche, lo sviluppo urbanistico e la tutela del territorio”.