• Articolo , 20 novembre 2008
  • The Climate Project: cambiare il mondo è possibile

  • Si è svolta ieri a Roma la seconda tappa del road show “Una mano al pianeta” promosso dall’organizzazione mondiale THE CLIMATE PROJECT, creata dall’ex Vice Presidente statunitense Al Gore nonchè Premio Nobel per la Pace, che coinvolge trasversalmente il mondo intero, dagli Stati Uniti all’India, grazie alla cooperazione di circa 2500 volontari formati dallo stesso […]

Si è svolta ieri a Roma la seconda tappa del road show “Una mano al pianeta” promosso dall’organizzazione mondiale THE CLIMATE PROJECT, creata dall’ex Vice Presidente statunitense Al Gore nonchè Premio Nobel per la Pace, che coinvolge trasversalmente il mondo intero, dagli Stati Uniti all’India, grazie alla cooperazione di circa 2500 volontari formati dallo stesso Al Gore, al fine di educare il pubblico e sensibilizzarlo nei confronti dei cambiamenti climatici e del surriscaldamento del pianeta a causa dell’aumento incontrollato di CO2 e degli altri gas climalteranti emessi in atmosfera. L’obiettivo è quello di risvegliare quella consapevolezza nascosta, ma presente in ciascuno di noi, che è possibile intervenire positivamente sulla questione collaborando insieme per preservare l’equilibrio dell’ecosistema cui l’umanità e il nostro pianeta è legata e ne dipende in maniera imprescindibile. L’evento, omaggiato dalla presenza di una madrina d’eccezione come Licia Colò da sempre impegnata nella causa ambientale, ha rappresentato un momento di eccezionale informazione e formazione per il pubblico presente e gli addetti ai lavori riguardo i rischi e i possibili scenari futuri a cui porteranno le dinamiche ambientali innescate dall’atteggiamento dell’uomo e dalle attività connesse al suo ‘stare al mondo’. Il progetto, illustrato dal portavoce italiano del TCP Mario Alverà, contestualmente all’informazione sugli effetti drammatici causati dall’aumento della CO2, si propone di fornire strumenti concreti per ridurre tempestivamente la produzione incontrollata di inquinamento attraverso l’esecuzione di un “Al Goritmo” funzione di dieci parametri fondamentali, che, oltre ad essere concreti, risultano realmente gestibili da ognuno di noi, e il cui ambizioso risultato è quello di salvare il pianeta. Il documento presentato a Roma non rappresenta una raccolta di ‘cose da evitare’, quanto una raccolta di ‘buone pratiche da osservare’ supportate e motivate da dati scientifici e statistiche oggettive, richiamando dunque l’attenzione sui diversi atteggiamenti da adottare nell’ottica del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico. Tali atteggiamenti riguardano le nostre abitudini più comuni, dall’uso del treno o della bicicletta da preferire all’auto sia in termini di consumi di carburante, dovuti allo stile di guida, allo stato di degrado di freni e ammortizzatori e alla pressione dei pneumatici, che in termini di salute stessa dell’utente. Dal punto di vista energetico si richiede una maggiore attenzione nell’utilizzo di lampadine a basso consumo, alla disconnessione dalla rete elettrica di eventuali caricabatterie se non in uso, all’uso di elettrodomestici come lavastoviglie e lavatrici solo se strettamente necessarie e a pieno carico, oltre che un uso oculato di frigo e congelatore evitando gli sprechi dovuti ad una frequente apertura degli stessi; in campo edilizio gli obiettivi riguardano una maggiore efficienza degli involucri attraverso un buon isolamento e l’utilizzo di infissi per finestre e di impianti per raffrescamento e riscaldamento a maggior prestanza. Quanto alla produzione di rifiuti si ribadisce l’ormai annale discussione sugli imballaggi dei prodotti di consumo primario che influiscono notevolmente sulla quantità dei rifiuti, e sulla qualità dello smaltimento degli stessi, evidenziando l’importanza di una politica d’azione che coinvolga tutte le parti interessate. Dal punto di vista dell’alimentazione, le nostre stesse abitudini alimentari possono contribuire positivamente all’equlibrio dell’ecosistema anche in modo banale, ovvero mangiando meno carne e scegliendo frutta e verdure di stagione, scartando quindi tutti quei prodotti che necessitano di trattamenti chimici con tutte le conseguenze negative che ne derivano, sia per l’uomo che per l’ambiente. All’interno del documento si ritrovano inoltre consigli ormai datati che però non perdono mai la loro validità, anzi crescono in importanza, come quello di consumare meno acqua e soprattutto meno acqua calda, e di contribuire all’assorbimento dei gas serra piantando ad esempio un albero. In sostanza si tratta di piccoli accorgimenti che, sebbene a breve termine comportino un aumento dei costi individuali e collettivi, consentono un guadagno futuro superiore, rispetto alle abitudini tradizionali, dal punto di vista economico, e soprattutto dal punto di vista ambientale, sia in termini di riduzione delle emissioni in atmosfera di gas serra derivanti dai cicli produttivi relativi ai prodotti stessi, che in termini di produzione di rifiuti, recupero, smaltimento e tutto ciò che compete il ciclo di vita del prodotto. In una visione mediatica della questione, va visto anche l’intervento all’incontro dei protagonisti delle fiction italiane Rai e Mediaset “Un medico in famiglia” e “I Cesaroni”, la cui produzione, affidata alla Publispei e rappresentata dal suo Presidente Carlo Bixio, ha riconfermato il suo impegno a sostenere il THE CLIMATE PROJECT, sposandone la mission ambientale per le prossime serie in onda dal 2009. Con particolare riguardo va vista la partecipazione all’evento dei ‘piccoli’ della fiction Rai, Ciccio e Annuccia, interpretati rispettivamente da Michael Cadeddu e Eleonora Cadeddu, in un’ottica di sensibilizzazione dei più giovani, futuro del nostro pianeta, nei confronti dei problemi relativi all’inquinamento in tutte le sue forme. L’obiettivo è quello di far maturare in loro una sensibilità ed una consapevolezza ambientale estranea ai più, ma che se conservata e approfondita nel tempo, rappresenta l’unica, vera opportunità e occasione di invertire il processo di ‘autodistruzione’. Tuttavia , la sensazione è che non vi sia più molto tempo a disposizione per attendere che i ‘piccoli’ contribuiscano, per così dire, al bilancio di questa grande famiglia che è la specie umana, ed è proprio per questa mancanza di tempo che non a caso Al Gore, in prima persona, si rivolge a tutti noi in questi termini: “Se non sei parte della soluzione, sei parte del problema. Fai la tua parte”. Ora resta solo da fare la nostra scelta.