• Articolo , 20 febbraio 2008
  • Torna a Firenze Terra Futura

  • Dal 23 al 25 Maggio 2008 a Firenze, Fortezza da Basso, Salvaguardia del pianeta terra, sviluppo umano e beni comuni come sempre al centro di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che torna puntuale alla Fortezza da Basso a Firenze, per la sua quinta edizione, dal […]

Dal 23 al 25 Maggio 2008 a Firenze, Fortezza da Basso, Salvaguardia del pianeta terra, sviluppo umano e beni comuni come sempre al centro di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che torna puntuale alla Fortezza da Basso a Firenze, per la sua quinta edizione, dal 23 al 25 maggio 2008.
Progetti ed esempi concreti di un vivere diverso, che spaziano dalla tutela dell’ambiente alle energie alternative rinnovabili, dall’impegno per la pace alla cooperazione internazionale, dal rispetto dei diritti umani alla finanza etica, al commercio equo… Nell’ampia rassegna espositiva saranno presenti associazioni e realtà del non profit, imprese eticamente orientate, enti locali e istituzioni, a testimoniare come comportarsi in modo “alternativo” sia possibile in ogni ambito dell’abitare, del produrre, del coltivare, dell’agire, del governare. Come sempre, ricco anche il programma culturale, fra seminari, dibattiti e convegni che vedono intervenire a Firenze numerosi esperti e testimoni provenienti dal mondo della politica, dell’economia e della ricerca scientifica, dal terzo settore, dalla cultura e dallo spettacolo. Una riflessione particolarmente profonda ispira l’edizione 2008 di Terra Futura: se è vero che l’emergenza clima, la crisi della biodiversità e la crescente scarsità della risorsa idrica preoccupano un sempre crescente numero di persone – così come il progressivo aggravarsi nel mondo di squilibri e disuguaglianze, ormai riconosciuto da tutti – è altrettanto vero che manca una strategia comune in grado di affrontare le enormi sfide poste da questi problemi. Mentre sul piano teorico è ampia la consapevolezza che le questioni sociali, ambientali ed economiche sono assolutamente inscindibili le une dalle altre, quando si passa all’azione, infatti, prevalgono ancora i particolarismi. Alla luce di queste considerazioni Terra Futura – promossa e organizzata da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Consorzio Etimos, Etica SGR, Rivista ”Valori”) e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c., e realizzata in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente – sceglie come tema centrale quello delle Alleanze. Se aria, acqua, terra, ma anche lavoro, pace, cultura e informazione sono ormai indicati come beni comuni, i mondi dell’economia, della politica e della società civile rimangono lontani dall’adozione di un piano condiviso che riunisca sulla stessa piattaforma di diritti tutti gli abitanti della terra e renda concreto l’impegno per la sostenibilità economica, ambientale e sociale del pianeta. Nessuno degli attori in gioco può farcela da solo: oggi è necessario porre il tema delle politiche strategiche e di lunga portata dei governi e delle imprese, perché solo un’alleanza trasversale e duratura fra le varie componenti della società può portare a risultati significativi. Fra appuntamenti culturali, workshop e laboratori, la riflessione alla Fortezza da Basso si concentrerà ancora una volta sulla necessità di prassi quotidiane guidate da un’ottica di condivisione di bisogni e risorse. «Esistono già esempi di alleanze: il commercio equo inizia ad interessare le grandi imprese, e sul versante dei cambiamenti climatici, una rete mondiale informale – fatta di scienziati, istituzioni internazionali, governi locali, imprese – punta da anni all’ecoefficienza» dice Ugo Biggeri, presidente Fondazione Culturale Responsabilità Etica, «e ancora, molti cittadini si interrogano sui consumi e sull’uso dell’energia; i risultati si vedono: le buone pratiche – per esempio nella bioedilizia – si diffondono rapidamente assieme alla consapevolezza sui problemi. Oggi – continua Biggeri – si dovrebbero rendere queste alleanze più esplicite ed efficaci, traducendole in richieste politiche che indirizzino più velocemente verso i cambiamenti necessari, disincentivando economicamente i comportamenti insostenibili».