• Articolo , 26 settembre 2008
  • Toscana, troppe emissioni inquinanti climatizzare casa

  • I consumi di energia per riscaldare o raffreddare le abitazioni private sono in forte crescita e contribuiscono alla produzione di gas serra (per il 10%) e all’inquinamento atmosferico (per il 38%), molto piu’ di quanto non facciano settori produttivi come l’industria o l’agricoltura. In questi due settori infatti, la tendenza degli ultimi anni e’ stata […]

I consumi di energia per riscaldare o raffreddare le abitazioni private sono in forte crescita e contribuiscono alla produzione di gas serra (per il 10%) e all’inquinamento atmosferico (per il 38%), molto piu’ di quanto non facciano settori produttivi come l’industria o l’agricoltura. In questi due settori infatti, la tendenza degli ultimi anni e’ stata tutto sommato abbastanza virtuosa, con un calo della produzione energetica e delle emissioni inquinanti che ha sfiorato -11%. Le famiglie toscane, insomma, tendono ad eccedere nel riscaldamento d’inverno e con l’aria condizionata in estate. Le famiglie detengono la maglia nera delle emissioni inquinanti anche per quanto riguarda i rifiuti, la cui produzione continua ad aumentare e non e’ brillantissima nemmeno per i trasporti. Le emissioni inquinanti da trasporto privato delle famiglie diminuiscono, sia pure di poco, ma solo grazie alle tecnologie. In generale proprio il sistema della mobilita’ e’ quello che contribuisce maggiormente alla produzione di gas serra (questo contributo e’ stato quantificato attorno al 23%), mentre contribuisce alle emissioni inquinanti in aria per oltre il 30%. Forte anche il consumo idrico delle famiglie, che resta stabile rispetto al passato, a fronte di una riduzione forte registrata nei settori industriale ed agricolo. Questi alcuni dei dati presentati dalla ricercatrice Irpet Renata Caselli che ha introdotto oggi a Prato il dibattito sulla qualita’ dell’ambiente, mostrando una mappa regionale della pressione ambientale esercitata dalle varie componenti della societa’ e dell’economia. Grazie all’analisi delle pressioni esercitate sull’ambiente dai diversi settori economici, ci possiamo fare un’idea delle criticita’ e degli elementi di potenziale inquinamento. E’ evidente che se industria e agricoltura hanno messo in atto comportamenti virtuosi che hanno dato qualche risultato, non altrettanto si puo’ dire per il terziario. Cosi’ come e’ evidente il ruolo giocato dalla mobilita’ e dai trasporti. Le conseguenze sull’ambiente dei trasporti di imprese e privati sono ancora elevate. E’ un quadro che fornisce utili indicazioni per le politiche, anche tenendo conto che l’economia rallenta il passo, mentre si assiste in parallelo ad un aumento demografico, in gran parte determinato dai migranti, che fa emergere nuovi bisogni e nuove priorita’ di sviluppo. Si lega a questa analisi anche la nuova programmazione dei fondi strutturali: in particolare sono state illustrate le opportunita’ offerte dal bando, di prossima pubblicazione, che mette a disposizione dell’ambiente e della ricerca circa 33 milioni e 600 mila euro, dal 2007 al 2013.