• Articolo , 12 novembre 2010
  • Trasformare gli alberi in luci bio-tech. Il segreto è nell’oro

  • Un gruppo di scienziati di Taiwan ha recentemente scoperto che l’immissione di nanoparticelle d’oro all’interno delle foglie degli alberi li induce ad emanare un bagliore rossastro luminoso

(Rinnovabili.it) – Dopo le lampade bio-ispirate, luci organiche e lampioni biomimetici, il panorama dell’immaginario è pronto ad accogliere un’idea ancor più brillante: trasformare normali alberi in una fonte luminosa. Il merito è di una scoperta del tutto casuale che ha già catturato l’attenzione di Royal Society of Chemistry. Yen-Hsun Su del Centro di Ricerca per le Scienze Applicate (RCA) dell’Academia Sinica di Taiwan insieme al suo team di scienziati stavano cercando un metodo per sostituire la polvere di fosforo dei LED bianchi, elemento particolarmente tossico e costoso, con una soluzione più ecofriendly ma altrettanto efficiente. Nei vari esperimenti condotti i ricercatori hanno trovato qualcosa di inaspettato: diffondendo delle nanoparticelle d’oro a forma di minuscoli ricci di mare, nelle piante di Bacopa caroliniana queste erano in grado di indurre la clorofilla presente nelle foglie a rilasciare una emissione luminosa di colore rosso.
Questo perché, spiegano gli scienziati, viene facilitato un meccanismo già presente in natura. La clorofilla, infatti, mostra normalmente una bioluminescenza sopra la lunghezze d’onda della luce ultravioletta, al contrario le particelle auree sono eccitate ad una lunghezza d’onda più breve ed emettono fluorescenza blu-violetta intorno ai 400 nm. L’impianto ha permesso quindi ai ricercatori di innescare a loro volta nella clorofilla circostante una fluorescenza rossa. Lo studio è ancora nelle fasi iniziali ma, spiega Yen-Hsun Su, “in futuro, il bio-LED potrà essere usato per trasformare gli alberi lungo le strade in lampioni notturni. In questo modo si risparmia energia mentre si assorbe la CO2 atmosferica”. Il team concorda sul fatto che l’efficienza debba essere migliorata e al momento stanno anche cercando di applicare la stessa strategia ad altre biomolecole vegetali.