• Articolo , 29 giugno 2010
  • Tre borse di studio in materia ambientale dalla cooperazione tra Università del Sannio e Provincia di Benevento

  • Tre borse di studio in materia ambientale per laureati specialisti in Ingegneria civile e nel settore industriale saranno bandite nei prossimi giorni nell’ambito di una cooperazione tra l’Università del Sannio e la Provincia di Benevento. E’ quanto si è appreso stamani nel corso di una Conferenza Stampa presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori. […]

Tre borse di studio in materia ambientale per laureati specialisti in Ingegneria civile e nel settore industriale saranno bandite nei prossimi giorni nell’ambito di una cooperazione tra l’Università del Sannio e la Provincia di Benevento.

E’ quanto si è appreso stamani nel corso di una Conferenza Stampa presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori.
Il programma di cooperazione è stato illustrato dal Rettore prof. Filippo Bencardino e dai docenti Marisa Pecce, Nicola Fontana e Francesco Pepe per l’Ateneo sannita; e dall’assessore Gianluca Aceto per la Provincia.
Come sancisce un protocollo d’intesa già siglato, la Provincia finanzia programmi di approfondimento scientifico per applicazioni concrete sul territorio affidandoli all’Università del Sannio. La cooperazione ha già portato alla individuazione dei vincitori di quattro borse di studio di dottorato che nei prossimi giorni cominceranno le proprie attività presso Centro di ricerche della Provincia a Piano Cappelle.
Nell’illustrare le iniziative in programma, l’assessore Aceto ha affermato che la Provincia, nell’ambito delle sue politiche di sviluppo, ha individuato tre assi strategici fondamentali d’intervento sul territorio: il ciclo dei rifiuti; il ciclo delle acque e la programmazione generale di sviluppo. Nell’ambito di questi verranno bandite le borse di studio al fine di conferire alle attività dell’ente il supporto ed il valore aggiunto di dati scientifici.
Il Rettore, nel ringraziare la Provincia per la disponibilità a lavorare con l’Università, ha auspicato che si realizzi al più presto un Laboratorio complesso nel quale far confluire le professionalità e le competenze per la elaborazione di un nuovo Piano d’insediamento dell’Università nella città e nel territorio al fine soprattutto di razionalizzare l’esistente ed aiutare lo sviluppo delle attività didattiche e di ricerca.
La professoressa Pecce ha ricordato che oggi più che mai c’è bisogno della ricerca scientifica al fine di applicare al territorio quel bagaglio di conoscenze in grado di affrontare con efficacia le gravi questioni che lo affliggono periodicamente: dissesto idrogeologico, alluvioni, terremoti, gestione rifiuti, etc.; e che, pertanto, proprio per rendere viva la teoria scientifica, le borse di studio bandite con la Provincia, consentiranno all’Università del Sannio di aver un migliore e più costruttivo rapporto con la realtà circostante.
Il professor Fontana ha riassunto con lo slogan “l’acqua è più e l’acqua è meno” il delicato rapporto che la società italiana si trova da qualche tempo a vivere con i corpi idrici: in altri termini, il nostro territorio paga drammaticamente le conseguenze dei violenti ed improvvisi acquazzoni che portano enormi carichi d’acqua e delle prolungate siccità che, al contrario, privano la terra a lungo del necessario apporto del prezioso liquido. Inquinamento e depauperamento di risorse essenziali per la vita vanno al più presto combattute come anche comanda l’Unione Europea.
Infine il prof. Pepe ha ricordato come il nostro territorio non abbia ancora risolto la grave crisi della gestione dei rifiuti, ma ne ha soltanto attenuato gli effetti più devastanti. C’è una vera e propria fame di risorse tecnologiche per far fronte ad una produzione di rifiuti che finora ha soltanto sottratto, ad una migliore uso, territorio spesso di pregio. In questa ottica, per cercare le soluzioni migliori, il bando dell’Università in materia di rifiuti potrà dare un contributo importante anche in termini di prospettive occupazionali.