• Articolo , 3 dicembre 2008
  • Tremonti: via la retroattività sul bonus del 55%, ma…

  • Annunciato dal ministro del Tesoro una correzione alla norma che limita il bonus fiscale del 55% sugli interventi edilizi di risparmio energetico, ma per Legambiente se non cancellata “il futuro resta nero”

Il Governo fa parziale dietrofront sulla norma riguardante le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, inserita nel piano anti-crisi. Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha infatti annunciato nel corso di un’audizione alla Camera che dall’esame parlamentare verrà eliminata la “retroattività” introdotta dalla norma e che di fatto bloccano le agevolazioni per spese già affrontate sulla base della normativa precedente. Nel darne l’annuncio il ministro ha però difeso la logica dei meccanismi che impediscono di superare le coperture finanziarie, precisando: “i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat”. Definendo “incivile” l’introduzione di crediti che poi non sono sufficientemente coperti Tremonti ha aggiunto: “Sul debito pubblico non possiamo fare i fenomeni: dobbiamo essere attenti e molto prudenti perché i margini sono molto limitati e il nostro vincolo non è il patto di stabilità, ma il mercato finanziario”.

Non si sono fatte troppo attendere le prime risposte, prima fra tutte _Assolterm_ considera il ripensamento del Governo un inizio per avviare un dialogo sereno e costruttivo tra parti interessate e il Governo. “Rimaniamo però fermamente convinti che l’articolo 29 vada completamente rivisto sia per quanto riguarda i tetti annuali previsti che riteniamo del tutto inadeguati (si pensi che il fondo disponibile per il 2008 non basta nemmeno per tutte le domande di detrazione fatte nel solo Alto Adige), sia per quanto riguarda l’irrigidimento e l’appesantimento dell’iter burocratico che prevede addirittura il “silenzio-rifiuto” entro 30 giorni, senza collegarlo al reale esaurimento dei fondi.
Anche _Legambiente_ continua ad annunciare battaglia nella ferma convinzione che questa correzione rispetterà sì i diritti dei consumatori che hanno investito in tecnologie pulite ma “nulla cambierà per le imprese del settore e per la lotta ai cambiamenti climatici”. Altro che il Bancomat citato da Tremonti – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione – questo provvedimento è stato solo positivo per il bilancio dello Stato. Ed è assurdo che mentre Francia, Germania e Spagna continuano ad investire in questo settore per rilanciare l’economia e contemporaneamente ridurre le emissioni di gas serra, il governo italiano insista nella sua battaglia solitaria contro l’innovazione e l’ambiente, relegandoci in un’odiosa posizione di retroguardia”.