• Articolo , 24 marzo 2009
  • Trend di crescita per centrali solari termodinamiche

  • Previsto un importante trend di crescita per le centrali solari termodinamiche il cui funzionamento fa riferimento all’intuizione del Nobel Rubbia attraverso solare a concentrazione e sali fusi come fluido termovettore

Secondo le stime presentate dalla Siemens nell’ambito della Conferenza Stampa di presentazione dell’accordo tra Siemens e Archimede Solar Energy (ASE), entro il 2015 il mercato delle centrali solari termodinamiche registrerà una crescita a due cifre, anno su anno, per un valore complessivo di oltre 10 miliardi di euro. L’intesa stretta fra le due aziende, oltre a veder il colosso tedesco entrare con una quota del 28% nel capitale di (ASE), prevede la collaborazione per la produzione di un’innovativa tecnologia per il solare termodinamico, di tipo parabolico lineare, targata ENEA.
Basata sull’intuizione del Nobel per la Fisica Carlo Rubbia essa sfrutta come fluido termovettore una miscela di sali fusi abbattendo quasi completamente i rischi ambientali e raggiungendo temperature di 550°C superiori a qualsiasi altro fluido utilizzato nel settore. Confrontato con gli impianti che ricorrono ai combustibili minerali l’efficienza di tali centrali è decisamente più elevata e possono vantare l’ulteriore vantaggio di essere poco costosi e facilmente stoccabili garantendo così un aumento di capacità.
La produzione di energia elettrica avviene dunque mediante la concentrazione attraverso specchi parabolici dell’energia solare, e sul conseguente riscaldamento di un fluido; l’energia termica accumulata dal fluido viene pertanto sfruttata per produrre vapore che lasciato espandere in turbina le attiva e avvia la produzione di elettricità. Tra gli elementi necessari alla realizzazione il tubo ricevitore è senza dubbio il componente a più alto contenuto tecnologico; dato ovvio se si pensa alla temperatura di uscita dal campo solare molto alta rispetto a quella degli impianti tradizionali (550 °C contro 380 °C).