• Articolo , 19 ottobre 2010
  • Trentino e Quebec, confronto sulle costruzioni in legno

  • Ogni metro cubo di cemento sostituito da un metro cubo di legno equivale ad una tonnellata in meno di anidride carbonica in atmosfera. Costruire un edificio di nove piani in legno significa togliere dalle strade 179 autovetture. Scegliere il legno come materiale da costruzione permette di salvare l’ambiente, ma consente anche una migliore qualità dell’abitare. […]

Ogni metro cubo di cemento sostituito da un metro cubo di legno equivale ad una tonnellata in meno di anidride carbonica in atmosfera. Costruire un edificio di nove piani in legno significa togliere dalle strade 179 autovetture. Scegliere il legno come materiale da costruzione permette di salvare l’ambiente, ma consente anche una migliore qualità dell’abitare. Per questo nel Quebec il 90% e più delle abitazioni sono in legno, per questo il Trentino sarà pronto, dal 2011, con un nuovo marchio per le case in legno ed una certificazione che ne garantisce qualità e performance di assoluto rilievo. Questo il messaggio lanciato dal convegno “Prospettive di mercato dell’edilizia in legno. Esperienze a confronto: il caso del Quebec”, organizzato al Polo tecnologico di Rovereto dalla Provincia autonoma di Trento, Habitech e Trentino Sviluppo. Il momento informativo ha chiuso una tre giorni di visite e incontri tra istituzioni, enti di ricerca, progettisti ed una delegazione della provincia canadese del Quebec.

«Nel 2006 in Trentino è nato Habitech – ha ricordato Alessandro Olivi, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento – il primo distretto riconosciuto dal Governo italiano nel settore dell’energia e dell’ambiente. La sfida che oggi ci vede in campo è quella di fare della nostra provincia una piattaforma tecnologica in grado di eccellere nel settore delle costruzioni in legno».
«Il nostro obiettivo – ha spiegato Olivi – non è però quello di conquistare a tutti i costi di quote di mercato, con prodotti di disordinata qualità. Puntiamo piuttosto a diventare esportatori di tecnologia. Il Trentino che immagino non è quello che andrà a costruire case in legno in Quebec, ma quello che metterà a disposizione ingegneri ed architetti in grado di insegnare come si costruisce in legno, portando tecnologie, sistemi costruttivi e soluzioni di design all’avanguardia. Con questa sfida potremmo essere partner di esperienza in un contesto di collaborazione internazionale come quella che si sta consolidando con il Quebec».
Sono diversi, Quebec e Trentino. Grande sei volte l’Italia, con quasi 143 milioni di ettari di foreste (400 volte la superficie del bosco trentino), la provincia che ospita il 24% della popolazione canadese è tra i sistemi territoriali più avanzati al mondo nel campo della promozione del legno e dei suoi prodotti, come ha ricordato Raffaele Farella, dirigente della Provincia di Trento con incarico speciale per l’internazionalizzazione e la promozione estera, moderatore del convegno.
«Una scelta fondamentale per il nostro sviluppo sostenibile – ha spiegato Sylvain Labbè, presidente del Quebec Wood Export, l’associazione delle imprese esportatrici di legno, nonché componente del Comitato Internazionale Legno della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) – perché l’ultimo decennio è stato il più caldo della storia, con aumenti medi delle temperature che nel Nord del Canada hanno raggiunto i 4 gradi. Se non troviamo il modo per ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica non avremo futuro. Ed in questo il legno, ed in particolare l’edilizia in legno, è di fondamentale importanza. In un prossimo futuro, come già avviene in Giappone, ogni materiale utilizzato in edilizia avrà il suo “footprint”, alla stregua dei prodotti alimentari che acquistiamo in base all’apporto calorico, di fibre o proteico. Così, scegliendo ad esempio una trave o una parete in legno, sarà evidente che potremmo avere addirittura un valore negativo di emissioni di CO2, -460 kg di carbonio per tonnellata, contro i 1.090 chilogrammi di carbonio dell’acciaio e le 2,8 tonnellate della plastica».
A Francois Tanguay, direttore di Coalition Bois, la Fondazione per la valorizzazione del legno in edilizia di Quebec City, dopo aver apprezzato quanto si sta facendo in Trentino («In questi giorni ho visto lavori straordinari, sono rimasto colpito dal livello della vostra ricerca e dalla volontà con la quale la Provincia di Trento stimola l’utilizzo del legno») il compito di illustrare perché è importante informare sui vantaggi legati al costruire in legno. «Abbiamo così tanto legno in Canada – ha detto Tanguay – che ci siamo dimenticati la creatività. Per questo è nata Coalition Bois, per aiutare le nostre imprese e gli operatori del settore a capire che il legno è tecnologia, è ricerca, è creatività, è innovazione, e fornire alle famiglie tutte le informazioni necessarie per capire che scegliere una casa in legno fa bene all’ambiente, all’economia e soprattutto a chi la abita perché è sana, confortevole, assolutamente sicura e duratura. Perciò distribuiamo un cubetto di legno, dove c’è scritto che scegliendo un metro cubo di legno si risparmia una tonnellata di CO2, perciò accompagnati dallo slogan “Tocco legno”, simile al vostro portafortuna “Tocco ferro”, spieghiamo che le case in legno non richiedono più manutenzione di quelle in mattoni e sono assolutamente sicure in caso d’ incendio».
L’intervento di Diego Loner, Dirigente generale del Progetto per la promozione dei distretti tecnologici e per il programma di legislatura della Provincia autonoma di Trento, ha introdotto il caso Trentino. «In una provincia dove l’84,5% dell’energia prodotta viene da fonti rinnovabili – ha spiegato Loner – la nuova sfida è di mettere a fattor comune conoscenze, saperi, abilità diverse per promuovere in modo deciso e lungimirante il green building, il costruire ecosostenibile. Per questo è stato messo in campo un Piano da 330 milioni di euro nei prossimi dieci anni per la riqualificazione degli edifici pubblici, 180 milioni dei quali saranno investiti dalla Provincia o dalle sue società partecipate».
«Il tema dell’abitare in legno – ha rilanciato Romano Masè, dirigente generale Dipartimento Risorse forestali e montane della Provincia autonoma di Trento – può darci la possibilità di fare sistema. In questo contesto si colloca il progetto “Case Legno Trentino” che si propone di mettere in connessione i diversi soggetti e i diversi piani della filiera, dal bosco al prodotto finito. Con l’obiettivo di arrivare ad un sistema integrato capace di favorire un vero e proprio patto sociale per il legno, che partendo dalla dimensione economica riesca a valorizzare anche quella ambientale e sociale».
Nello specifico del progetto case Legno Trentino è entrato Gianni Lazzari, amministratore delegato di Habitech, il Distretto Energia e Ambiente. «Stiamo concludendo la sperimentazione – ha ribadito Lazzari – in collaborazione con tre organismi di certificazione, CNR-IVALSA e otto imprese trentine che hanno accettato di verificare sui propri cantieri il rispetto dei requisiti del regolamento tecnico e dei criteri del sistema certificativo. Alla luce dei risultati metteremo a punto la versione definitiva del regolamento, che certificherà le caratteristiche dell’edificio in legno in riferimento a tre aree: le prestazioni tecniche, la gestione e la sostenibilità. Potremo così avere una casa più o meno performante secondo una scala di quattro livelli, verde, argento, oro, platino, e con dei requisiti minimi che ne assicurano un grande valore in termini di antisismicità, resistenza al fuoco, efficienza energetica, isolamento acustico e confort interno».
La sperimentazione si concluderà a fine 2010. Per primi mesi del 2011 è previsto il consolidamento del processo certificativo e la stesura del regolamento tecnico nella sua versione definitiva. Contestualmente l’adozione di un marchio ne avvierà la promozione e la commercializzazione. A quel punto la casa in legno made in Trentino sarà davvero “chiavi in mano”, primo caso in Italia di certificazione di edifici in legno.