• Articolo , 2 marzo 2010
  • Tribunale Ue: valido scambio quote di emissioni

  • La Corte europea respinge l’istanza di un grande produttore di acciaio che chiedeva l’annullamento della direttiva e anche un risarcimento per i presunti danni subiti per l’applicazione della norma

(Rinnovabili.it) – L’Arcelor, che dopo la sua fusione con la Mittal (2006) è divenuta il principale produttore d’acciaio al mondo, aveva contestato la validità della direttiva Ue che ha istituito il sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas o serra, chiedendo l’annullamento della direttiva stessa e un risarcimento. Oggi il tribunale Ue si è pronunciato dichiarando irricevibile e l’istanza e infondata la domanda di risarcimento, ritenendo che il ricorrente non abbia provato che l’adozione della direttiva, abbia portato il legislatore comunitario “a violare il diritto di proprietà, la libertà d’esercizio di un’attività economica, il principio di proporzionalità, il principio della parità di trattamento, la libertà di stabilimento o il principio di certezza del diritto in modo sufficientemente qualificato per far sorgere una responsabilità extracontrattuale della Comunità”. L’Arcelor aveva sostenuto anche che aveva diritto ad un risarcimento dei danni subiti proprio a causa dell’adozione della direttiva.
La normativa ha istituito un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra, all’interno della Comunità, è per incentivare la diminuzione delle emissioni dei gas a effetto serra, soprattutto la CO2. Essa è basata sugli impegni competenti la Comunità in merito alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e al Protocollo di Kyoto.