• Articolo , 13 giugno 2008
  • Tutta l’energia del sole imprigionata in una tenda

  • Celle solari a film sottile inserite nei tessuti, perfettamente flessibili, mobili e semitrasparenti: è la nuova concezione di fotovoltaico integrato

L’interesse per la tecnologia solare porta di settimana in settimana a nuove applicazioni, a volte con assurdi gadget altre con intelligenti soluzioni, ma Sheila Kennedy ha veramente fornito l’esempio di ciò che si può realizzare con il fotovoltaico. E’ insolito associare i tessuti con l’energia solare, ma grazie all’architetto americano e all’esperienza del suo team si è trasformato in una realtà. Utilizzando un mix di stoffe e celle a film sottile organiche ha progettato la Soft House, una struttura in grado di creare vicino a 16000 watt-ora di energia elettrica – più della metà del quantitativo energetico giornaliero richiesto da un’abitazione media degli Stati Uniti. Tutto ciò trasformando le normali tende di casa in collettori solari flessibili e semi-trasparenti. Tendaggi movibili e traslucidi disposti lungo tutto il perimetro di SOFT HOUSE creano una superficie come una membrana e durante tutto il giorno convertono i raggi solari in energia, riparandola al contempo dalla luce e formando uno strato di aria isolante per il rivestimento dell’edificio. L’energia raccolta è integrata al sistema di illuminazione e trasmessa anche alla telefonia mobile. Un software di disegno parametrico, sviluppato per il progetto permette al proprietario di personalizzare la densità di energia dei materiali tessili secondo il bisogno e guida il rapporto tra forma della costruzione e sito. Spiega Sheila Kennedy: “Le superfici che definiscono lo spazio possono anche produrre energia. I confini tradizionali fra pareti, elementi architettonici e utility si stanno spostando”. I primi prototipi in scala della Soft House sono già stati sviluppati con successo ed ora il progetto, ora esposto al Vitra Design Museum di Essen in Germania, punta a trovare tecnologie solari maggiormente efficienti.