• Articolo , 6 ottobre 2010
  • Ucina lancia una “eco-proposta” per dismettere le vecchie imbarcazioni

  • Dall’Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini arriva la proposta di istituire dei centri di raccolta per le barche ormai dismesse per riciclare i materiali di costruzione e istituire un’assicurazione da pagare al momento dell’acquisto per finanziare il corretto smaltimento dei componenti

(Rinnovabili.it) – Che fossero molto costose e sempre più “ecologiche”:http://www.rinnovabili.it/salone-nautico-l-edizione-n50-si-fa-sostenibile595795 era cosa risaputa ma che le imbarcazioni potessero essere riciclate come si fa con gli elettrodomestici o gli imballaggi sembra una vera novità. A proporre la via del “riciclaggio” anche per le barche è stata Ucina, l’Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini, come riferisce l’agenzia Adnkonos.
E’ stato il consigliere di Ucina Antimo Di Martino ad avanzare la proposta di riciclare le barche ormai dismesse, oltre a tutto il materiale che altrimenti andrebbe in discarica o prenderebbe la via dell’inceneritore. “Proponiamo di allestire centri raccolta delle imbarcazioni dismesse che poi vengono smontate. La parte in vetroresina – ha spiegato Di Martino – viene triturata, macinata e trasformata in granuli per la produzione di componenti hi-tech e in fogli per componenti d’arredo. Nella trasformazione possono essere introdotti anche altri materiali, molto diffusi, come il polistirolo da imballaggi”. Un percorso “virtuoso” per le imbarcazioni che altrimenti dovrebbero essere smontate con alti costi economici e potrebbero provocare una grave danno all’ambiente. Sul modello di quanto accade già in Italia per gli elettrodomestici, su cui il cliente paga un eco-contrbuto, Ucina quindi ha proposto di adottare una sorta di assicurazione che potrebbe essere “emessa al momento dell’acquisto della barca. Per l’acquirente – ha spiegato il consigliere – l’aumento del costo dell’imbarcazione sarebbe insignificante, e il valore dell’assicurazione, conferito agli operatori della trasformazione, finanzierebbe il processo”.