• Articolo , 19 marzo 2009
  • UE: big dell’elettricità impegnati a divenire “carbon neutral” per il 2050

  • Gli a.d. delle compagnie elettriche di 27 paesi, hanno firmato oggi a Bruxelles una dichiarazione con cui si impegnano a raggiungere una produzione a zero emissioni di CO2 in atmosfera entro 40 anni

Si attiveranno per raggiungere una produzione energetica completamente “carbon neutral” entro il 2050, lavorando assieme per un mercato elettrico europeo integrato che fornisca energia in maniera economicamente efficiente e promuova tecnologie pulite come fattore chiave nella risoluzione della questione climatica. Questo in sintesi il cuore della Dichiarazione consegnata oggi nelle mani del commissario europeo Andris Piebalgs da parte di Eurelectric, l’associazione che rappresenta gli interessi comuni a livello comunitario delle società elettriche europee.
E’ un impegno importante quello che si sono trovati a firmare i degli amministratori delegati delle sessanta compagnie, tra cui Fulvio Conti per l’Enel e Giovanni Milani per Eni Power, riunite nell’Associazione soprattutto alla luce del fatto che tali società producono complessivamente 2500 TWh di elettricità pari ad oltre il 70% della produzione energetica totale nell’Unione Europea. La dichiarazione prevede il raggiungimento della fornitura di elettricità a zero emissioni di CO2 entro 40 anni attraverso il ricorso progressivo a tutte le opzioni tecnologiche a basso tenore di carbonio o “carbon free” attualmente disponibili ed efficaci dal lato economico. Tenendo ovviamente conto delle singole politiche energetiche nazionali gli a.d. si impegnano dunque rivolgere i loro investimenti alle fonti rinnovabili, alla co-generazione ad alta efficienza, al nucleare e al cosiddetto “carbone pulito”ed alle tecnologie di Ccs (carbon capture and storage). E per raggiungere questo ambizioso obiettivo Lars G. Josefsson, presidente di Eurelectric, sottolinea la necessità di sistemi di misurazione delle emissioni trasparenti e verificabili e la semplificazione degli iter burocratici per la realizzazione di nuove strutture.
Le prime stime riportate anche all’interno della dichiarazione valutano che il settore dovrà investire 1.800 miliardi di euro entro il 2030per sostituire i vecchi impianti, sviluppare la rete elettrica, soddisfare la domanda del mercato in crescita e rispettare gli obiettivi ambientali. La richiesta riportata dall’Associazione e dagli a.d. a Piebalgs e ai leader europei è un impegno collaterale attraverso il sostegno al settore di ricerca e sviluppo, all’integrazione delle rinnovabili nel sistema e nella definizione di precisi standard che rendano possibile lo sviluppo di una mobilità elettrica, assicurino la pubblica informazione e orientino i consumatori verso prodotti eco-friendly.