• Articolo , 20 giugno 2007
  • Ue: come adattarsi al cambiamento climatico

  • Sono previste una serie di azioni, da quelle più morbide a quelle più radicali, per rendere il continente in grado di affrontare la nuova situazione climatica. ‘Un’azione immediata porterà benefici economici anticipando i danni e minimizzando le minacce all’ecosistema, alla salute, allo sviluppo, alla proprietà privata e alle infrastrutture’

Sarà approvata mercoledì prossimo dalla Commissione Ue una nuova strategia, contenuta nel Libro Verde, per affrontare i rischi provocati dal cambiamento climatico. A differenza di quella approvata a marzo, la nuova rappresenta un vero e proprio piano di azione, con una serie di programmi, progetti e azioni, da quelle più morbide a quelle più radicali, che coinvolgeranno Bruxelles, i governi, le autorità regionali, locali e tutti i cittadini. Il primo passo sarà rappresentato dalle cosiddette “azioni soft”, come il taglio agli sprechi idrici, il cambiamento delle rotazioni e della semina dei raccolti e l’uso di sementi resistenti alle siccità. Per arrivare a quelle “hard” e molto costose, come l’innalzamento degli argini di canali e dighe, lo spostamento di porti, industrie e città costruite in aree costiere a rischio di inondazioni, e la costruzione di nuove centrali per sostituire quelle idroelettriche, destinate ad essere chiuse. Interessato anche il settore delle infrastrutture, con l’inserimento nei progetti delle “attività di adattamento”, come l’innalzamento del mare per i ponti, per rendere le opere “a rischio di clima”; e quello turistico, con un cambiamento radicale dei periodi di alta stagione. Le prime ad approfittare della situazione saranno le aziende europee, che diventeranno leader mondiali in “strategie e tecnologie per l’adattamento” al surriscaldamento, con la creazione di nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di export. (fonte La Repubblica)