• Articolo , 18 gennaio 2008
  • Ue ed architetti, parola d’ordine: impatto zero

  • Secondo una recente proposta della Commissione Europea i nuovi impianti di produzione energetica dovranno possedere l’equipaggiamento necessario per la cattura e la compressione della CO2 rilasciata dalla combustione di sostanze fossili. Gli esperti ritengono che questa impiantistica possa ridurre le emissioni inquinanti di un terzo entro il 2050 e per favorire la partecipazione delle imprese […]

Secondo una recente proposta della Commissione Europea i nuovi impianti di produzione energetica dovranno possedere l’equipaggiamento necessario per la cattura e la compressione della CO2 rilasciata dalla combustione di sostanze fossili. Gli esperti ritengono che questa impiantistica possa ridurre le emissioni inquinanti di un terzo entro il 2050 e per favorire la partecipazione delle imprese al progetto, nel “libro bianco” che verrà adottato la prossima settimana, saranno stanziate risorse per i primi soggetti che vorranno testare le potenzialità di simile tecnologia, per ora non ancora matura e dagli alti costi. E anche gli architetti del nostro continente danno il loro contributo, con un numero sempre maggiore progetti in grado di ridurne l’impatto ambientale. Un esempio su tutti, la Cis Tower di Gordon Tait dotata d’una facciata di settemila pannelli solari e 24 turbine eoliche per auto produrre il 10% dell’energia di cui ha bisogno. (fonte Italian Innovation)