• Articolo , 11 dicembre 2009
  • Ue, finalmente l’accordo: 7 miliardi ai paesi poveri

  • Una decisione importante che fa fare un passo avanti alla lotta al riscaldamento globale, che permetterà anche ai paesi più poveri di dotarsi di impianti industriali meno inquinanti e di tecnologie per produrre energia da fonti rinnovabili

(Rinnovabili.it) – “E’ di più di quel che ci attendevamo”. Questa la dichiarazione di Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue. E anche Ivo de Boer, capo negoziatore delle Nazioni Unite sul clima, ha tenuto a sottolineare come lo stanziamento sia “un grande incoraggiamento” alle trattative della Conferenza di Copenaghen.
In effetti i capi di Stato e di governo dell’Ue hanno raggiunto un compromesso per erogare, per il triennio 2010-2012, 2,4 miliardi l’anno per un totale di oltre 7 miliardi. L’Italia verserà duecento milioni di euro e aiuti arriveranno anche dagli stati Ue più in crisi quali Grecia, Lettonia, Ungheria e Bulgaria.
“Fast start”, questo è il nome che viene dato allo stanziamento, permetterà ai Paesi in via di sviluppo di attrezzarsi con le tecnologie pulite per contribuire anche a loro a tenere sotto controllo le emissioni e, come dice De Boer, a contribuire ad avvicinare le posizioni del G77 a quelle dei paesi industrializzati nelle trattative di Copenaghen.
“L’Unione europea – ha detto il primo ministro Fredrik Reinfeldt – ha assunto una quota significativa del totale necessario e ha dimostrato leadership sulla questione. Ora vogliamo incoraggiare il resto del mondo a contribuire. Sarebbe bello se potessimo ottenere un accordo su questo a Copenaghen”.
Chi non batte le mani sono le organizzazioni non governative che al contrario avvertono come questi fondi debbano essere non sostitutivi, ma aggiuntivi ai fondi per l’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps, cioè lo 0,7% del Pil entro il 2015).