• Articolo , 27 maggio 2009
  • UE: Italia, la più indisciplinata sulla legislazione ambientale

  • Lo annuncia la versione provvisoria del rapporto annuale sullo stato di attuazione della legislazione ambientale europea redatto dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europa

(Rinnovabili.it) – La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europa ha messo in lettura il rapporto annuale sullo stato di attuazione della legislazione ambientale europea, un documento di circa 200 pagine che ci classifica al primo posto tra gli indisciplinati in materia di rispetto delle leggi ambientali. Il triste primato ci è stato conferito a causa delle 45 procedure di infrazione che ci sono state inflitte nel 2008.
Complessivamente, all’interno della Comunità Europea, alla fine dello scorso anno sono state avviate un totale di 2044 infrazioni alla legislazione europea. Di queste ben 481 si riferiscono a politiche ambientali (rispetto alle 479 del 2007).
In particolare, sotto le categorie ”rifiuti” e ”natura” troviamo rispettivamente 111 e 105 casi; 95 riguardano invece questioni relative alla gestione idrica, 65 all’inquinamento atmosferico e 50 all’impatto ambientale.
Nel plico è dichiarato che 30 procedure d’infrazione sono state avviate anche nei confronti di Spagna, Irlanda, Francia e Regno Unito. Tra i più virtuosi, con meno di 10 procedure, si trovano invece Danimarca, Romania, Bulgaria, Olanda, Slovenia, Cipro e Svezia.
Si tratta per ora solo della versione ”interna” del documento, di cui il mensile ”Valori” riporta alcuni significativi passaggi nell’attesa che quella definitiva sia approvata.
Per ciò che concerne l’Italia le cause principali che ci hanno portato ad essere il Paese meno adempiente sono soprattutto riconducibili alla questione dei rifiuti. “La severa crisi verificatasi a Napoli e in Campania – si legge nel rapporto – ha portato all’approvazione di numerose misure urgenti. Il governo italiano, con il supporto delle forze armate, ha riaperto un numero consistente di discariche nell’area. Ma se la situazione è parzialmente migliorata, rimangono ancora da stabilire ulteriori strategie nella gestione dei rifiuti, che mancano in molte regioni italiane”.