• Articolo , 14 luglio 2009
  • Ue: la Commissione adotta lo schema britannico CRC

  • Le misure, in conformità con l’articolo 87 del trattato CE, garantiranno una serie di incentivi volti alla riduzione delle emissioni dannose legate al consumo di energia

(Rinnovabili.it) – La Commissione europea ha autorizzato, ai sensi del trattato CE sugli aiuti di Stato, uno schema proposto dal Regno Unito che introduce un sistema di scambio di emissioni di CO2 legate al consumo energetico. Il sistema nazionale britannico chiamato “Carbon Reduction Commitment” (CRC) si applica ai settori che consumano meno energia e che non sono coperti dal sistema di scambio di emissioni. Chi porterà avanti progetti in campo ambientale entrerà a far parte di una classifica, stilata in base alle performance, ricevendo una sovvenzione a seconda del posto occupato. Le posizioni più elevate saranno occupate da chi trarrà i maggiori vantaggi utilizzando energia prodotta dal meccanismo del riciclo.
Il sistema proposto dal Regno Unito è un nuovo modo per indurre cambiamenti nel comportamento della società attivando una serie di incentivi, tra cui un sistema di scambio delle emissioni di CO2 e l’emissione di certificati in base all’uso di energia, la pubblicazione di un elenco delle prestazioni ambientali dei partecipanti e gli incentivi finanziari sotto forma di aiuti supplementari finanziate da entrate ricavate dalla vendita all’asta dei permessi di emissione.
Queste misure sono in conformità con l’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, in quanto si tratta di un obiettivo di comune interesse.
In particolare il meccanismo è chiaramente finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 legate al consumo di energia, oltre a quelle già richieste dalla legislazione in vigore, ed è perfettamente studiato per raggiungere questo obiettivo di interesse comune per la UE. La misura indurrà cambiamenti nel comportamento delle società partecipanti (sarà questo l’effetto di incentivazione).
Inoltre, questa misura non danneggerà la concorrenza nel mercato energetico a causa delle piccole quantità di denaro concesse, che rappresentano solo un aiuto da parte dello Stato.