• Articolo , 22 ottobre 2009
  • Ue: le iniziative per una nuova economia eco-efficiente

  • Il Consiglio dei ministri dell’Ambiente si è riunito ieri a Lussemburgo per valutare una serie di iniziative in materia di ecoefficienza, nel contesto del dopo-Trattato di Lisbona e della strategia di sviluppo sostenibile europea

(Rinnovabili.it) – A seguito dell’incontro svoltosi nella città di Lussemburgo, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un “documento”:http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/envir/110627.pdf contenente le conclusioni dei 27 ministri dell’Ambiente in tema di economia sostenibile ed in particolar modo sul futuro del trattato di Lisbona nel periodo successivo al 2010.
Ricordando l’urgenza e l’importanza di sfruttare l’attuale crisi mondiale come un’opportunità per ricorrere ad un nuovo tipo di economia eco-efficiente e a basso consumo di combustibili fossili, sono state consigliate una serie di iniziative sostenibili e a basso impatto ambientale per cercare di ridurre i danni provocati all’ambiente e alla salute, con particolare attenzione ad evitare il danneggiamento degli ecosistemi e limitando gli effetti negativi causati dal climate change.
“Il concetto di eco-efficient economy – ha dichiarato la presidenza svedese – deve collegare la politica d’impresa con le sfide climatica ed energetica”.
Le conclusioni insistono sul fatto che la crisi economica debba essere vista come una possibilità per mettere in campo un’economia eco-efficiente e parte importante della futura Strategia di Lisbona. Il blocco sottolinea come sia importante spezzare la correlazione tra crescita e degrado ambientale, mettendo in primo piano il legame tra la Strategia di Lisbona e la Strategia europea per lo sviluppo sostenibile.
Per questi motivi il Consiglio ha invitato gli Stati partecipanti ad intensificare le discussioni in merito alle strategie da adottare per l’economia ponderando le ripercussioni sull’ambiente e tassando la produzione di carbonio, puntando ad una reale diminuzione delle emissioni dannose, specialmente nei settori che non rientrano nell’Emission Trading Scheme (ETS).
E’ stato inoltre consigliato di sfruttare politiche di formazione professionale per garantire delle competenze relative al settore dell’eco-efficienza che puntino ad inserire i lavoratori nei settori in maggiore crescita che richiedono specifiche competenze portando ad un aumento del numero degli occupati. I nuovi dipendenti potrebbero infatti essere impiegati nella costruzione di abitazioni ad alta efficienza energetica, nel settore dei trasporti sostenibili, nelle energie rinnovabili e nel riciclo.
Un altro modo per favorire l’economia è stato individuato nella promozione di appalti verdi, puntando al raggiungimento del 50% degli appalti totali entro il 2010 lavorando congiuntamente con la Commissione e promuovendo eco-iniziative nel settore pubblico, stimolando il mercato dei prodotti ecologici, dei servizi e delle tecnologie.