• Articolo , 2 dicembre 2009
  • Ue, l’ultimo appello per Copenhagen

  • A meno di una settimana dall’inizio del summit Onu sul clima Dimas e Barroso si dichiarano a favore di un accordo concreto per proteggere il Pianeta e l’umanità dai catastrofici danni che il cambiamento climatico potrebbe causare

(Rinnovabili.it) – A pochi giorni dall’inizio della tanto attesa Conferenza di Copenhagen la Commissione europea ha nuovamente sottolineato l’importanza di raggiungere un’intesa globale che tuteli il Pianeta dai danni causati dal cambiamento climatico.
Il nuovo accordo, successivo al protocollo di Kyoto, dovrà essere completato entro il 2010, e dovrà includere tra i punti chiave l’assistenza finanziaria ai Paesi in via di sviluppo.
A tal proposito il presidente Barroso ha dichiarato: “A Copenhagen i leader mondiali dovranno prendere decisioni coraggiose, necessarie ad arrestare il cambiamento climatico prima che raggiunga i pericolosi e catastrofici livelli previsti dalla comunità scientifica. Dobbiamo cogliere questa occasione per mantenere il riscaldamento globale entro i 2 °C prima che sia troppo tardi. Ma Copenhagen è anche una storica occasione per definire la tabella di marcia verso una società globale low carbon, cercando di stimolare un’ondata di innovazione che possa rilanciare la nostra economia attraverso la creazione di nuovi settori di crescita sostenibile e di ‘colletti verdi’. L’Unione europea ha dato il via impegnandosi a ridurre le emissioni del 20% entro il 2020 e proponendo finanziamenti destinati ai Paesi in via di sviluppo. Siamo pronti a ridurre le nostre emissioni fino al 30% qualora anche gli altri paesi ricchi e quelli in via di sviluppo si assumessero la propria parte di responsabilità a livello mondiale”.
Il Commissario Dimas ha poi aggiunto: “Sono molto soddisfatto che vari partner importanti tra cui gli Stati Uniti e la Cina abbiano recentemente messo i loro obiettivi di emissione e le azioni concrete sul tavolo. Le prove scientifiche ci dicono che per mantenere il riscaldamento globale entro i 2 °C, i Paesi industrializzati devono ridurre le loro emissioni al 25-40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, mentre i Paesi in via di sviluppo devono mantenere le loro emissioni a circa 15-30% rispetto ai livelli previsti nel 2020. Tuttavia, le offerte dei Paesi sviluppati risultano ancora ben al di sotto del livello di ambizione necessaria, per cui esorto i Paesi a migliorare i loro obiettivi. Inoltre un certo numero di disposizioni contenute nel testo negoziale attuale avrebbero l’effetto di ridurre gli obiettivi dei Paesi sviluppati. Tali disposizioni devono essere segrete fino a Copenaghen. Garantire l’integrità ambientale all’interno del futuro trattato è di fondamentale importanza per l’UE”.