• Articolo , 7 marzo 2008
  • UE: necessario differenziare “buono e cattivo biofuel”

  • Considerati fino a poco tempo fa una delle risposte al problema del cambiamento climatico, i biofuel accendono sempre più spesso discussioni in merito alla possibilità di mettere a repentaglio l’ecosistema del pianeta e l’approvvigionamento alimentare di molte popolazioni

Come assicurare sostenibilità al nuovo “petrolio verde” ? A questa domanda si è provato a rispondere nel recente incontro tenutosi al Parlamento Europeo tra rappresentanti della Commissione europea, del Consiglio, scienziati e responsabili di ONG e federazioni di produttori di biofuel. Ad aprire l’incontro la relazione del Parlamento affidata all’eurodeputata olandese Dorette Corbey. Nella sua presentazione la Corbey ha affermato che “buoni biofuel possono contribuire a un ambiente migliore” a patto che riescano a garantire almeno il 50% di emissioni nocive in meno rispetto ai carburanti classici. Una richiesta criticata da diversi partecipanti e definita “arbitraria”, nella convinzione che in tal modo si escluderebbero molti dei biofuel prodotti in Europa. Da parte del presidente della commissione parlamentare agricoltura, il deputato britannico Neil Parish, la convinzione è che nonostante i biocombustibili possano considerarsi una risorsa per gli agricoltori e siano in grado di assicurare una certa sicurezza in campo energetico, “se il solo modo per raggiungere l’indipendenza energetica è importare tutto il biofuel, allora si è punto e daccapo”. La deputata olandese ha tenuto a sottolineare come, nonostante sia ancora prematuro tirare conclusioni sui benefici o meno del “petrolio verde”, i biocarburanti “possono influire negativamente sull’aumento dei prezzi degli alimentari e contribuire all’impoverimento delle risorse naturali”, determinando pertanto la necessità di “operare una differenza fra buono e cattivo biofuel, dal momento che, quello buono, può di certo contribuire ad un ambiente migliore”. La relazione Corbey sarà presentata in plenaria per il voto dell’intera assemblea una volta terminate le negoziazioni in corso fra Parlamento e Consiglio sulla direttiva per la qualità dei carburanti.