• Articolo , 8 settembre 2008
  • UE: passi avanti verso biocarburanti sostenibili

  • Raggiunto un accordo di massima sui criteri per rendere la produzione di carburanti il più possibile ecocompatibile dagli ambasciatori dei Ventisette

E’ stato raggiunto il primo accordo di massima sui criteri di sostenibilità ambientale dei biocarburanti da parte del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti costituito dagli ambasciatori degli Stati membri presso l’Unione Europea, che ha il compito di preparare i lavori del Consiglio e valutare le proposte della Commissione. L’accordo conseguito riguarda in particolare il nodo delle “soglie di efficienza”, ovvero la capacità dei biocarburanti di garantire un reale abbattimento delle emissioni ad effetto serra rispetto ai combustibili fossili. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno confermato l’obiettivo, fissato per il 2020, di portare al 10% la quota di biofuels nei carburanti per i trasporti, richiedendo tuttavia, a partire dal 2017, una soglia minima di efficienza del 50%, ben più ambiziosa di quella del 35% prospettata dalla Commissione europea. Tale soglia favorirà l’etanolo ricavato dalla canna da zucchero e il biodiesel da semi di girasole, penalizzando invece gli agrocombustibili prodotti da barbabietola da zucchero, frumento, mais e, in base al processo di trasformazione usato, anche colza e olio di palma. E per quelli “di seconda generazione” il livello di efficienza dovrà essere ancora più alto del 50%. Alla Commissione UE, il compito di presentare, ogni due anni, una valutazione d’impatto per verificare che il ricorso ai biocarburanti non abbia effetti negativi sui prezzi delle derrate alimentari, o, in caso contrario, per proporre delle contromisure. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno stabilito anche un ‘bonus’, sottoforma di una diminuzione della soglia di efficienza, per i biocarburanti coltivati nei suoli degradati e non utilizzati per le colture alimentari. I criteri ambientali saranno applicati sia ai biocarburanti prodotti all’interno dell’UE che a quelli importati, ma dovranno prima essere approvati in accordo con il Parlamento europeo.