• Articolo , 13 giugno 2007
  • Ue: puntare su funzionalità e uso efficiente dell’energia

  • Il consumo energetico dell’edilizia europea è pari al 40% e rappresenta la principale fonte di emissioni di anidride carbonica

Uno sforzo comune attuato dai 25 paesi della Ue per ridurre il consumo energetico in ambito edilizio, potrebbe far risparmiare agli europei circa 270 miliardi di euro all’anno e per quanto riguarda l’energia circa un 20%. Il risparmio stimato è l’equivalente di 3,3 milioni di barili di petrolio al giorno, e vi è inoltre la possibilità di creare fino a 530.000 nuovi posti di lavoro a tempo pieno nei 25 paesi dell’Ue. La durata di questi impieghi, inoltre, coinciderebbe con quella dell’intero ciclo di rinnovamento, cioè 30 anni. Il potenziale tecnico a livello edilizio in Europa è rappresentato dalla riduzione dell’emissione di Co2 di 460 milioni di tonnellate (Mt) all’anno, il che rappresenta una quantità superiore al totale stabilito per l’Europa dal protocollo di Kyoto. Se oggi venisse messa in atto un’azione comune per razionalizzare il consumo energetico a livello edilizio, si potrebbe ottenere una riduzione dell’emissione di Co2 di 83 milioni di tonnellate all’anno entro il 2010, fino a raggiungere 144 Mt all’anno entro il 2015 e infine un potenziale tecnico di 460 Mt all’anno entro il 2032. (fonte Ansa)