• Articolo , 30 giugno 2008
  • UE: revisione del target biocarburanti?

  • Alla vigilia della presidenza di turno francese della UE, le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente di Parigi, mettono in discussione gli obiettivi per il settore biocarburanti

Oggi parlando con un gruppo di giornalisti a Parigi, Jean-Louis Borloo, ministro francese dell’Ecologia, energia e sviluppo sostenibile, e il segretario di Stato per l’Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, hanno fatto una dichiarazione “forte”, proprio alla vigilia dell’inizio del semestre di presidenza di turno francese.
“Non ci vietiamo la possibilità di rivedere l’obiettivo Ue di coprire con i biocarburanti almeno il 10% del fabbisogno energetico dei trasporti entro il 2020 – e continuano spiegando che in Francia -abbiamo deciso di fermare gli investimenti nella prima generazione di biocarburanti, resteranno attivi solo quelli già stanziati; ci concentreremo, invece su quelli di seconda generazione, che non presentano rischi di competizione con le colture alimentari. Auspichiamo che questo spostamento verso la seconda generazione avvenga in ambito europeo, con precisi criteri ambientali e sociali – ha agginto Nathalie Kosciusko Morizet – L’obiettivo UE del 10% forse è stato un errore; ma prima di tutto esaminiamo i criteri di sostenibilità ambientale e sociale, vediamo che cosa è pertinente e cosa non lo è, e forse quando trarremo le conseguenze di questo esame, essendo più rigorosi sui criteri e più coerenti sui princìpi, potremmo rimettere in causa sia la cifra (il 10%) che la scadenza (il 2020)”.
Nella dialettica a livello europeo, la Commissione UE, con il commissario all’Ambiente Stavros Dimas, sostiene la necessità di stabilire regole ambientali severe (per esempio sul risparmio minimo che la produzione dei biocarburanti deve rappresentare rispetto ai carburanti fossili), ma è molto più prudente sulla possibilità di considerare anche dei criteri sociali (ad esempio per evitare che le multinazionali sfruttino i contadini poveri dei paesi in via di sviluppo o si impossessino delle loro terre), perché teme che tutto questo non venga accettato dal WTO.