• Articolo , 4 settembre 2008
  • UE: riduzione CO2, primo round, vincono i costruttori d’auto

  • In commissione industria bocciati i limiti proposti, ridimensionati di molto i tagli alle emissioni di CO2 e sia allungano i tempi di attuazione. Vincono, per ora, le case automobilistiche

Popolari liberali, guidati da deputati tedeschi, sono riusciti ad depotenziare decisamente la proposta originaria della Commissione europea. L’obiettivo iniziale dei 120 gr/km di CO2 è stato rialzato di 150 g/km entro il 2012, cioè solo 8 grammi in meno rispetto alle medie che si registrano oggi. Ai 120 gr/km. si arriverà solo nel 2015.
Con questi numeri ieri sera, a Bruxelles, le lobby dei costruttori d’auto europei hanno riportato una vittoria significativa (anche se non definitiva) nel voto della commissione Industria. Accolti quasi tutti gli emendamenti che rendono molto blanda la normativa, con una riduzione drastica delle sanzioni (fino al 90%) in caso di “sforamento” dei limiti. Risultato molto gradito al quartier generale dell’Acea (Confederazione Europea dei Costruttori d’Auto) a Bruxelles.
Il relatore della legge, Guido Sacconi (Pse), anche presidente della commissione temporanea sul Clima, sa bene che deve ancora votare la commissione Ambiente (connotata da posizioni ecologicamente più corrette), ma sa anche che gli emendamenti votati ieri potrebbero passare in Plenaria il mese prossimo.
A questo punto, lo stesso Sacconi, stamattina, a Bruxelles, ha comunicato alla presidenza francese di turno la sua intenzione di chiedere uno “studio d’impatto” sulla nuova legislazione. Questa facoltà (chiedere una valutazione d’impatto rispetto agli obiettivi prefissati sulle proposte legislative) è stata concessa da poco ai relatori dell’Europarlamento. Se Sacconi ne facesse uso ritarderebbe di almeno due – tre mesi l’iter decisionale del regolamento, sottraendolo, così, al pacchetto clima-energia che la presidenza francese dell’UE vorrebbe approvare durante il proprio semestre (ovvero entro dicembre). E’, quindi, una manovra per costringere la presidenza francese, e gli eurodeputati favorevoli all’industria, a trattare davvero, considerando gli obiettivi di sostenibilità climatica e ambientale della legislazione e non solo gli interessi dell’industria.
La posizione di Sacconi, ha l’appoggio dei colleghi del Pse.
“Visti i risultati del voto di ieri sera in commissione Industria del Parlamento europeo, che contiene anche spunti interessanti, ma nel complesso mette a rischio gli equilibri immaginati dalla bozza di regolamento, mi chiedo – sottolinea Sacconi – se non sia il caso di rallentare la procedura di esame e di fare un serio studio di impatto. Se si dovesse andare in questa direzione, inizio a temere che il calendario previsto possa saltare e che diventi molto difficile arrivare ad un accordo sul regolamento in prima lettura, sotto presidenza francese”.