• Articolo , 23 luglio 2009
  • UE: si discute della direttiva sul rendimento energetico edilizio

  • La gestione del fabbisogno energetico è un importante strumento per la Comunità Europea e per la Direttiva 2002/91/CE potrebbe essere arrivato il momento di una revisione

(Rinnovabili.it) – L’Unione Europea persegue da tempo la convinzione che l’aumento del rendimento energetico occupi un posto di rilievo nel complesso delle misure e degli interventi necessari al raggiungimento degli obiettivi su clima e ambiente. Per la “Direttiva 2002/91/CE”:http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/dir91-02.pdf che ne disciplina a livello comunitario potrebbe essere arrivato il momento di un aggiornamento. Dal meeting informale dei ministri dell’Energia che si è aperto oggi ad Åre in Svezia, arriva infatti una proposta di revisione. La questione è stata sollevata nel corso della riunione proprio per raccogliere i diversi punti di vista dei 27 prima di procedere con i negoziati ufficiali; la Presidenza svedese si prefigge infatti di raggiungere un accordo con il Parlamento europeo nella sessione del Consiglio del 7 dicembre.
“Stesso giorno dell’apertura della Conferenza sui cambiamenti climatici a Copenaghen. – ha precisato Maud Olofsson, ministro per l’Industria e l’Energia svedese – Ritengo che il raggiungimento a livello europeo di un accordo sulla direttiva abbia il grande potenziale di influenzare l’utilizzo di energia in tutta la Comunità e costituisca un messaggio importante da inviare ai negoziati di Copenaghen”.
La norma è ampia e comprende diverse tematiche, dalle realizzazioni dei quadri legislativi nazionali all’ispezione periodica delle caldaie fino all’attestato di certificazione. Durante la sessione si è discusso in particolare di tre temi: gli edifici a basso consumo energetico e la loro definizione; il finanziamento di misure d’efficienza energetica; il metodo di calcolo di elaborazione dei requisiti di rendimento energetico. La Olofsson a fine riunione si è mostrata positiva sottolineandone la produttività e la volontà emersa dall’incontro di raggiungere un accordo.