• Articolo , 14 luglio 2008
  • UE: un migliorato sistema di scambio emissioni

  • Parlamento europeo chiede una rivisitazione del meccanismo dello scambio dei diritti di emissione per migliorare l’efficacia sugli effetti del cambiamento climatico

I responsabili di circa la metà delle emissioni europee di CO2 (vedi l’industria dell’energia e altri comparti industriali) vanno inseriti nel mercato delle emissioni, nel corso del terzo step delle cosiddette norme “salva pianeta” da adesso sin al 2020.
Il Parlamento vuole che i proventi delle aste di assegnazione delle quote siano convogliate grazie ad informazioni precise alle imprese sul da farsi dopo il secondo step, che scade nel 2012. Il sistema di scambio delle quote di emissioni di CO2, l’ETS, fin’ora è deciso dagli Stati membri, previa approvazione di Bruxelles, che definisce quanto anidride carbonica ogni paese e ogni industria può emettere. Chi emette meno gas nocivi del consentito può “vendere” questa parte, ora a quota 28 euro la tonnellata di CO2. Per Il terzo step (da adottare entro fine 2008), la Commissione auspica l’ampliamento di questa misura ad altri comparti industriali, (l’industria chimica e quella dell’alluminio), ma anche a gas nocivi (vedi il protossido di azoto). Il Parlamento sostiene che devono essere inclusi anche i sistemi di trasporto, aereo e marittimo, e l’industria di produzione di energia elettrica e andrebero istituite zone CO2 free nei “centro-città”, incentivando l’uso di mezzi del trasporto pubblico invece delle automobili personali.
Le proposte del Parlamento hanno preso spunto sia dal libro verde della Commissione europea ”Verso una nuova cultura della mobilità urbana” che dal libro bianco sulla politica del trasporto europeo 2010. Infine il parlamento ha sottolineato come debbano essere tenute in conto categorie con particolari profili come lavoratori, bambini, anziani e persone a ridotta mobilità.