• Articolo , 13 aprile 2010
  • Uil e Uilcem: le politiche energetiche sono la priorità

  • “Nel giorno della pubblicazione, ad opera dell’Eni, delle informazioni sull’estrazione petrolifera in Basilicata, riferita al secondo semestre 2009, la Uilcem di Potenza e la Uil confederale regionale non possono che ribadire l’insoddisfazione per lo stato di attuazione in Val d’Agri dell’ Accordo di Programma, collegato alle attività estrattive dell’Eni, soprattutto perché non è all’altezza delle […]

“Nel giorno della pubblicazione, ad opera dell’Eni, delle informazioni sull’estrazione petrolifera in Basilicata, riferita al secondo semestre 2009, la Uilcem di Potenza e la Uil confederale regionale non possono che ribadire l’insoddisfazione per lo stato di attuazione in Val d’Agri dell’ Accordo di Programma, collegato alle attività estrattive dell’Eni, soprattutto perché non è all’altezza delle aspettative in termini di ricadute economiche ed occupazionali per il territorio”. E’ quanto sostengono in una dichiarazione congiunta i segretari provinciale di Potenza della Uilcem, Giuseppe Martino e il segretario regionale generale della Uil della Basilicata Carmine Vaccaro sottolineando che “i lavoratori che operano nell’Indotto continuano a “soffrire” rapporti di lavoro precario. nel Centro Oli di Viggiano la manodopera lucana, a malapena, supera il 40 per cento.

Perciò, la UIL – aggiungono i due dirigenti – condivide la richiesta del presidente De Filippo al Governo e alle Compagnie petrolifere di un raddoppio delle royalties, ma soprattutto ravvisa la necessità di rinegoziare l’ accordo con l’ENI che può essere, tra l’altro, una risposta intelligente alla riforma del federalismo fiscale che tante apprensioni sta determinando nelle regioni del Mezzogiorno, ma che per la Basilicata, grazie alle risorse energetiche, potrebbe rappresentare una grande opportunità.
Ma, a parere della Uil, il necessario e doveroso intervento del Governo su questa materia non può far venir meno le responsabilità della Comunità e del Governo regionale nel promuovere una politica energetica capace di sfruttare adeguatamente questa risorsa e di puntare sull’energia rinnovabile a partire dall’eolico e in generale da tutte le altre fonti alternative, rilanciando la “mission” affidata alla Sel.
Quanto al problema del nucleare, recentemente tornato alla ribalta – sostengono Martino e Vaccaro – non è maturo per essere affrontato con serenità ed oggettività nel nostro Paese e non credo esistano le condizioni per riaprire un tema su cui la volontà popolare ha espresso una chiara posizione soprattutto in merito allo smaltimento di questi rifiuti e, anche su questo punto condividiamo la posizione del nostro governatore secondo cui la “Basilicata ha già dato” come la vicenda di Scanzano ha ampiamente dimostrato.
In definitiva, il Piano energetico regionale prevede di fare della Basilicata un territorio incentivante per una nuova e più penetrante industrializzazione, offrendo energia a prezzi vantaggiosi e competitivi rispetto al resto del Paese. Inoltre, l’autosufficienza elettrica deve colmare il deficit del fabbisogno, con un surplus di energia riveniente da fonti rinnovabili di circa il 20 per cento. Va da sé che investire con convinzione sulle fonti rinnovabili significa integrare validamente lo sviluppo sostenibile cui è vocata la Basilicata. Sui temi energetici, la Uil – concludono – intende incalzare il governatore De Filippo e la nuova Giunta che si insedierà perché le politiche energetiche diventino una priorità dell’agenda della nuova legislatura”.