• Articolo , 5 luglio 2010
  • UK, 10 mln di sterline al settore del ‘low carbon’

  • Nonostante le difficoltà economiche il Regno Unito promette finanziamenti al ramo della ricerca e dello sviluppo delle tecnologie a basso tenore di carbonio. Tra i favoriti l’eolico off shore, settore il cui potenziale risulta tra i più elevati

(Rinnovabili.it) – E’ tempo di tagli per il Regno Unito. Il governo alle prese con la manovra anticrisi ha pubblicamente ammesso una situazione complicata annunciando riduzioni finanziarie che arriveranno anche fino al 40%. Salvi dalla scure, però, alcuni i settori tra cui quelli rientranti nel ramo dell’economia definita ‘low carbon’, che potranno ancora beneficiare di investimenti a garanzia del loro sviluppo e sopravvivenza.
L’eolico off-shore sembra essere tra i favoriti visto l’annuncio del segretario al cambiamento climatico Chris Huhne di un fondo da 10 milioni di sterline. I soldi saranno destinati a otto imprese del settore per la crescita della fornitura delle tecnologie necessarie allo sviluppo del comparto.
“Questi investimenti – ha spiegato Huhne – possono aiutare le nostre imprese a cogliere i vantaggi delle energie rinnovabili e ridurre i costi per i consumatori. Ecco perché è importante sostenere le aziende che rappresentano la catena di fornitura del Regno Unito, anche in questi periodi di crisi economica, con sovvenzioni per aiutarli a sviluppare le tecnologie per adattarsi al mercato emergente”.
Il nuovo pacchetto di aiuti include un premio da 5 milioni di sterline per il gigante dell’ingegneria tedesca Siemens, impiegato per sostenere i progetti per lo sviluppo di 6MW di turbine di nuova generazione in mare aperto nel Regno Unito; i restanti 5 milioni di sterline verranno spartiti tra sette imprese britanniche specializzate in sviluppo di componenti per le centrali eoliche offshore. “Quello che abbiamo in termini di risorse dovrebbe essere utilizzato dove possiamo fare la differenza – come nel sostegno alle tecnologie nascenti e nella promozione della ricerca. Questi dovrebbero colmare il divario in settori che sono fondamentali a lungo termine , ma che, vista la tecnologia di nuova generazione, appaiono ancora piuttosto rischiose nel breve termine”.