• Articolo , 17 aprile 2009
  • UK: energia dal fiume Severn, dilemma (eco)logico

  • Produrre elettricità sfruttando i moti ondosi del fiume Severn, in Galles, attraverso un mega sbarramento. Il progetto assicurerebbe il 5% delle necessità energetiche britanniche, a discapito però, secondo molti di un impatto su ambiente e fauna decisamente insostenibile

(Rinnovabili.it) – Non sempre energia pulita è sinonimo di sostenibilità, ma, lontano dai casi più eclatanti, a volte il dilemma impatto ambientale versus impronta ecologica può presentarsi con contorni sottili e poco definibili. E’ il caso del Severn Tidal Power, l’imponente progetto UK per lo sfruttamento del più lungo fiume britannico, il Severn per l’appunto, all’interno dei programmi governativi per lo sviluppo delle rinnovabili. Con un estuario famoso per alte maree in grado superare i 15 metri, il fiume è stato per decenni al centro di diversi piani per l’utilizzo del suo immenso potere. Sotto la spinta degli obiettivi fissati dall’Unione Europea in tema di riduzione delle emissioni e fonti rinnovabili, a gennaio, il Dipartimento dell’Energia e dei Cambiamenti Climatici (DECC) ha reso pubblico un elenco ristretto di cinque progetti finalizzati allo sfruttamento dei moti ondosi del Severn, lanciando una consultazione pubblica finalizzata alla raccolta di pareri in tal senso.
Tra queste la più controversa sembra essere l’idea di uno sbarramento di 16 km con una serie di turbine per una capacità totale di 8,6 GW. Il progetto è ovviamente supportato da uno Studio di Fattibilità tutt’ora in corso che ne analizza anche l’impatto ambientale eppure vivaci critiche non si sono fatte attendere. Oltre alle organizzazioni ambientaliste ieri hanno aggiunto la loro opposizione anche i liberal democratici hanno presentato i risultati di un’indagine con cui si evidenziano gli aspetti negativi del mega sbarramento, tra cui la perdita del80% della fauna selvatica locale. In attesa che le consultazioni su questa prima fase terminino il prossimo 23 aprile, Ed Miliband, Segretario di Stato inglese per l’Energia e la prevenzione dei Cambiamenti Climatici ha comunque già annunciato un ulteriore finanziamento governativo di 500.000 sterline per accelerare lo sviluppo delle possibili tecnologie innovative e alternative allo sbarramento.