• Articolo , 6 maggio 2011
  • Uk: Greenergy trasforma torte e patatine in biofuel

  • La riduzione dei rifiuti alimentari passa stavolta attraverso un procedimento di depurazione degli oli e dei grassi contenuti nei cibi non vendibili, passando poi alla raffinazione e alla trasformazione in biocarburante

(Rinnovabili.it) – La compagnia britannica Greenergy ha deciso di trasformare le torte ormai non più commestibili in biocarburante, cercando di attenersi così al regime governativo che richiede la riduzione dei rifiuti e con la prospettiva di aiutare nel blocco dell’aumento del prezzo dei carburanti.
Utilizzando le torte invendute, le patatine fritte, le paste e gli altri cibi ormai immangiabili la società provvederà all’estrazione dell’olio per favorire la produzione di carburanti alternativi, il tutto, come annunciato dalla Greenergy stessa, avverrà in collaborazione con la Brocklesby che si occuperò della prima fase di purificazione degli oli. Grazie ad un investimento di 50 milioni di sterline da oggi è attivo il nuovo sistema di produzione di carburanti alternativi presso l’impianto di Imminigham, sulla costa est dell’Inghilterra, denaro impiegato anche per l’adeguamento degli impianti a processare gli oli esausti, più difficili da affrontare rispetto, ad esempio, all’olio di colza.
Per estendere la produzione l’azienda sta pensando di estrarre grassi solidi anche dai cibi troppo cotti o scaduti; questi prodotti, che di solito contengono tra il 25% e il 30% di grasso e olio, provengono da una serie di produttori di alimenti a livello nazionale. Il chief executive di Greenergy, Andrea Owens, ha dichiarato: “I quantitativi di biodiesel che stiamo attualmente producendo da rifiuti solidi alimentari sono minimi, ma ci aspettiamo di allargare presto la produzione portandola a rappresentare una quota sostanziale sul mercato di biodiesel. Per fare un esempio, solo una di queste nuove strutture sarà in grado di gestire abbastanza rifiuti di torte o patatine da riempire una nave da crociera. Con un numero maggiore di impianti, il potenziale di questo tipo di tecnologia per ridurre le emissioni di carburante è considerevole.”