• Articolo , 24 settembre 2009
  • UK: ridotti i fondi per il geosequestro della CO2

  • La crisi economica arresta la corsa degli investimenti britannici nelle tecnologie Carbon and Capture Storage

(Rinnovabili.it) – L’industria per la cattura e lo stoccaggio del carbone (CCS) ha espresso le sue perplessità in merito ad un provvedimento che il Governo britannico ha deciso di inoltrare al fine di un ridimensionamento delle proprie finanze.
Il dipartimento per i cambiamenti climatici è stato avvertito sulle restrizioni che si dovranno fronteggiare a causa delle problematiche insorte conseguentemente alla crisi economica.
Difatti, i funzionari del Tesoro di Stato britannico hanno comunicato che il progetto per la costruzione dei quattro impianti CCS forse non andrà in porto, interrompendo così un processo che ha visto fin ora la nazione inglese come una delle maggiori esponenti per gli investimenti intrapresi nelle tecnologie per lavorare il carbone.
Il taglio si aggirerebbe attorno ai 10 miliardi di euro e, a detta di Luke Warren, del”Carbon Capture and Storage Association”, qualsiasi sarà la decurtazione economica questa di sicuro metterà a repentaglio gli obiettivi del Regno Unito nel raggiungere il target di emissioni che siano nel rispetto del Protocollo sui Cambiamenti Climatici, oltre al fatto che potrà influenzare negativamente la nascita di altre Industrie di CCS nel Paese.
Matthew Lockwood, dell l’Institute for Public Policy Research, ha dichiarato di quanto coraggiosa fosse stata la decisione di Ed Miliband, Segretario di Stato per l’Energia ed i Cambiamenti Climatici, presa lo scorso Aprile, di voler accrescere le aspettative del Regno Unito in materia di CCS e della crescente necessità di supportare i processi Cpture&Storage del carbone solamente da tecnologie innovative ed avanzate e far si che parte della spesa pubblica, pari al 2%, potesse in qualche modo contribuire ad ulteriori progetti di dimostrazione CCS.
Tuttavia fonti del settore hanno dichiarato che il Governo non ha mai preso in considerazione la possibilità di sostenere economicamente l’iniziativa per la costruzione delle quattro centrali, mettendosi così al riparo da qualsiasi responsabilità.
In questo caso, anche qualora le strutture venissero ridotte a due, di sicuro, le Istituzioni governative britanniche non potranno essere incolpate per non aver mantenuto la parola.