• Articolo , 13 giugno 2011
  • UK, un nastro PV produce energia sfruttando anche vento e pioggia

  • In un momento in cui molti paesi stanno annunciando di voler abbandonare il nucleare, arriva dal Regno Unito il dispositivo in grado di generare energia sfruttando al contempo fotovoltaico e piezoelettrico

(Rinnovabili.it) – All’Institute for Materials Research and Innovation dell’Università britannica di Bolton è stato inventato un particolare dispositivo che a partire da materiali polimerici e tecnologia piezoelettrica riesce a produrre energia pulita sfruttando condizioni meteo quali vento, pioggia o sole.
Come sottolineato da uno degli inventori del generatore, Elias Siores, le fonti rinnovabili di energia sono intermittenti per questo gli esperti hanno concentrato gli sforzi su qualcosa che riuscisse a generare energia pulita in maniera costante, sia che il cielo sia sgombro di nubi, sia che piova, sia che tiri vento. “Quello che volevamo era qualcosa che potesse prendere l’energia dai diversi elementi” ha dichiarato Siores che, insieme agli altri membri del team, ha creato dei nastri fotovoltaici flessibili della lunghezza di 20 centimetri in grado di generare, sfruttando la tecnologia piezoelettrica, energia elettrica. Il rivestimento polimerico del dispositivo infatti, trattasi di fluoruro di polivinilidene (PVDE), stimolato dal vento o dalle gocce di pioggia trasmette il movimento ai materiali ceramici piezoelettrici sottostanti che portano alla generazione di elettricità. Per completare l’opera il nastro è stato ricoperto con un pellicola fotovoltaica ultra sottile e flessibile e due elettrodi alle estremità.

Con la prospettiva di un utilizzo combinato il nuovo dispositivo avrà probabilmente applicazioni su scala ridotta in quanto il piezolettrico non ha un’alta densità energetica. Siores concorda sul fatto che ogni nastro ibrido, da solo, sia in grado di generare costantemente solo pochi milliwatt, forse abbastanza per caricare un cellulare. Il loro futuro, secondo gli scienziati, sarà dunque quello di essere impiegati per l’alimentazione di dispositivi con potenza molto bassa.