• Articolo , 27 luglio 2010
  • UL, la qualità a servizio di un pianeta più sicuro

  • E’ l’organizzazione indipendente tra le più accreditate al mondo che si occupa di certificazioni di sicurezza e di valutazioni sulla conformità dei prodotti. Con un impegno costante anche nella ricerca di nuovi parametri di sicurezza e sostenibilità nel campo delle tecnologie eco-compatibili

(Rinnovabili.it) – Mettere sempre i consumatori nelle condizioni di scegliere un prodotto che non sia solo sicuro ma soprattutto che rispetti ottimi standard di produzione dal punto di vista qualitativo. E questo l’obiettivo più importante per UL – Underwriters Laboratories – sostenuto da un grande lavoro di ricerca e di innovazione alla base delle certificazioni di sicurezza e conformità che questo gruppo industriale fornisce da anni. Un impegno che si è esteso negli anni anche nel campo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili e ha portato UL ad aprire in Germania il più grande impianto per il collaudo e la certificazione per apparati fotovoltaici. Abbiamo intervistato Marcello Manca, amministratore delegato di UL in Italia e Vice Presidente e General Manager di UL Environment Inc, società che fa capo a Underwriters Laboratories Inc, per capire quali sono state le linee di sviluppo del Gruppo in questi anni e quali su quali binari si sta muovendo la certificazione di qualità dei prodotti sostenibili ed eco-compatibili.

*_Mauro Spagnolo:_ Ingegner Manca, UL – Underwriters Laboratories – è un’organizzazione indipendente che si occupa di certificazioni di sicurezza, oltre ad essere uno dei fornitori di valutazione di conformità più riconosciuta al mondo. Quali sono stati i vostri punti di forza durante questi ultimi anni di attività?*
*_Marcello Manca:_* Credo che lo spirito che ci contraddistingue sia quello della serietà e della dedizione con la quale interpretiamo la nostra mission: creare un mondo più sicuro e mettere il più possibile prodotti sicuri sul mercato. Interpretiamo questa mission con un alto grado di integrità e di etica morale. Cerchiamo di applicare con rigore questo approccio in tutto ciò che facciamo.

*_M.S.:_ Parliamo appunto delle cose che fate. Vi occupate essenzialmente, o perlomeno siete nati, come certificatori di sicurezza, e poi avete allargato le vostre competenze anche ai problemi relativi ai materiali edili, fino ad arrivare a quello che ci interessa: il comparto energetico. Per grandi linee possiamo parlare della gamma di sevizi di cui vi occupate?*
*_M.M.:_* La nostra mission ha una portata molto ampia: negli ultimi anni ci siamo orientati soprattutto su ambiente e certificazioni ambientali e energetiche, facendo da corollario ad una definizione più ampia del “mondo sicuro”. Un conto è parlare del mondo sicuro nell’immediato, ad esempio di un prodotto che possa rappresentare un rischio di scintilla piuttosto che d’incendio e quindi di un pericolo immediatamente visibile, un altro discorso, che va invece fatto a medio termine, è quello di aiutare i costruttori a non inquinare, immettendo sul mercato prodotti che sono ecologicamente compatibili e che possano aiutare a lasciare un pianeta un po’ più sano nelle mani delle generazioni future.

*_M.S.:_ Parliamo di materiali edili e specialmente di comparto energetico. In che termini voi vi occupate di edilizia ecocompatibile e specialmente di sostenibilità energetica?*
*_M.M.:_* Dal punto di vista dell’edilizia, abbiamo visto negli ultimi dieci anni, in nazioni come Stati Uniti, Inghilterra, ma ora anche in Italia, Cina e Francia, il moltiplicarsi di edifici verdi, i Green Buildings. Questo ha portato alla nascita di un movimento di certificazione degli edifici verdi, come il Breeam – Building Research Establishment Environmental Assessment Method – nel Regno Unito, o la Green Building Council (G.B.C) negli Stati Uniti, che poi è diventata un’azienda globale, e ora anche la GBC in Italia. Ben venga, quindi, che anche nel nostro Paese si diffonda la cultura dell’edificio ecocompatibile: questo movimento agisce da spinta, da traino, nei confronti di fornitori di materiali e prodotti che vanno a contribuire alla costruzione di un edificio verde. Quindi tutti i materiali edili (moquette, piastrelle, illuminazione, pittura, cartongesso, porte, finestre) e tutto ciò che possiamo vedere nella struttura di un edificio è soggetto alla certificazione individuale. La nostra attività principale è proprio questa: supportare il movimento di Green Building, fornendo alla società gli strumenti, le norme e i prodotti di certificazione per potersi distinguere e potersi proporre all’architetto che va a delineare la lista di prodotti e dei componenti che verranno utilizzati nella costruzione verde.

*_M.S.:_ Voi avete appena aperto in Germania il più grande impianto per il collaudo e la certificazione per apparati fotovoltaici. Mi può spiegare di cosa si tratta?*
*_M.M.:_* Si tratta del laboratorio di Zeppelinheim, a pochi chilometri da Francoforte, una delle strutture che abbiamo impostato negli ultimi 4-5 anni, insieme a quella di San Jose’ in California e a quella di Suzhou in Cina. A breve sarà aperto un nuovo laboratorio in Giappone e nel 2012 ne è previsto un altro in India. Ci sono poi ulteriori programmi di ampliamento in Canada e in altre parti del mondo. Chiaramente nel campo delle energie rinnovabili, e soprattutto nel caso del fotovoltaico con i pannelli solari, abbiamo tutti apparecchi che in qualche modo vengono collegati alla rete elettrica. Noi consumatori guardiamo a questi prodotti come ad una risorsa green che ci aiuta a contribuire al risparmio energetico. Ma non dimentichiamoci che sono sempre prodotti elettrici che si collegano a tensioni pericolose. Ed è qui che UL gioca un’importantissima parte, quella di certificare che questi prodotti siano sicuri per poter essere correttamente installati ed operanti nel contesto appunto della rete elettrica modificata.

*_M.S.:_ Mi pare che da pochi mesi abbiate lanciato un nuovo programma di certificazione dell’efficienza energetica, EEC – Energy Efficency Certification. Un marchio per diverse tipologie di prodotti per la casa, tra cui elettrodomestici, sistemi di riscaldamento e refrigerazione, e anche prodotti hi-tech. Quali sono i parametri tecnici di riferimento che avete utilizzato per questa certificazione?*
*_M.M.:_* In questo caso abbiamo preso in riferimento il lavoro delle principali entità preposte a supportare la legislazione sull’efficienza energetica dei prodotti. Parliamo soprattutto del Natural Resorces Canada, di Ottawa, dell’Environmental Protecion Agency (EPA) e del Department of Energy (DOE) statunitensi che sono i gestori del marchio Energy Star che viene ormai considerato un marchio di riferimento globale. Questi sono i drivers principali che hanno portato a creare un marchio di certificazione che chiamiamo EEC. La ragione di tale programma è duplice: da un lato c’è un Ente canadese che pretende di cedere il marchio distintivo sul prodotto certificato per l’efficacia energetica. Quindi vogliono che siano degli Enti accreditati come l’UL a fare questo tipo di certificazione. Questo è un mercato, per quanto piccolo, molto importante: sicuramente il Canada è una delle nazioni leader nel movimento green a livello mondiale. Dall’altra parte c’è la parte statunitense, l’Energy Star, un marchio un tempo molto aperto all’autodichiarazione, molto semplice da ottenere facendo dei test senza grande rigore e senza grandi accreditamenti. Si poteva tranquillamente entrare sul sito dell’Energy Star per qualunque prodotto e rendersi abile all’applicazione del marchio. Queste regole hanno portato ad un regime, oserei dire, esageratamente libertino.

*_M.S.:_ Infine, ingegner Manca, vorrei parlare di certificazione di prodotti sostenibili: quando si può effettivamente dichiarare che un prodotto sia sostenibile?*
*_M.M.:_* Un prodotto è sostenibile quando l’analisi del suo LCA (Life Cycle Assessment), cioè la Valutazione del Ciclo di Vita dei materiali, presenta risultati accettabili per i tanti parametri che definiscono la sua “pressione sull’ambiente”, come ad esempio l’efficienza energetica, la produzione di polveri sottili, la smontabilità del prodotto e la sua predisposizione al riciclo. Ed è proprio la certificazione della sostenibilità, come ho già detto, il cuore della nostra mission: lavorare per un mondo più sicuro. (di Mauro Spagnolo)