• Articolo , 9 marzo 2011
  • Umbria: giunta regionale approva regolamento su biogas e digestato

  • La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’ambiente Silvano Rometti, ha approvato il “Regolamento per la gestione degli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biogas e l’utilizzazione agronomica del digestato prodotto”. “Il provvedimento – ha detto Rometti, frutto di un’ampia partecipazione, risponde alle richieste provenienti dal […]

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’ambiente Silvano Rometti, ha approvato il “Regolamento per la gestione degli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biogas e l’utilizzazione agronomica del digestato prodotto”.

“Il provvedimento – ha detto Rometti, frutto di un’ampia partecipazione, risponde alle richieste provenienti dal mondo agricolo che da più parti aveva indicato la necessità di individuare un percorso certo per la gestione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti alternative e rinnovabili provenienti da attività aziendali e per il trattamento dei reflui. Ciò in un quadro giuridico nazionale alquanto confuso. Siamo infatti ancora in attesa – afferma Rometti – che il Ministero delle politiche agricole emani l’apposito e sono poche le Regioni italiane che hanno regolamentato la materia. Il Regolamento dell’Umbria, che ora verrà inviato alla competente Commissione consiliare per il parere di competenza, si caratterizza per la particolare attenzione posta sulle questioni ambientali, al fine di supportare la sostenibilità delle aziende e garantire un uso consapevole del territorio. In questo ambito si colloca le scelta relative sia all’immissione del prodotto nell’impianto che al digestato uscente, utilizzabile in un raggio definito attorno all’impianto, calcolato in base all’emissione di anidride carbonica durante il trasporto”.

Al fine di garantire una comprensione univoca dei contenuti del Regolamento è stata fatta chiarezza sulle caratteristiche che il digestato prodotto dagli impianti deve avere per poter essere utilizzato agronomicamente. Così come sono stati definiti gli effluenti di allevamento e le biomasse utilizzabili negli impianti. In particolare dalle biomasse sono esclusi i rifiuti, mentre possono essere utilizzati i prodotti e sottoprodotti di processi agricoli e silvicoli e residui della attività di frantoi e cantine.

E’ inoltre previsto che la proprietà degli impianti, la produzione degli effluenti di allevamento e o delle biomasse che alimentano l’impianto e l’utilizzazione agronomica del digestato debbano fare riferimento alla sola impresa agricola o ad associazioni di imprese agricole o di cooperative agricole.

E’ fatto inoltre obbligo all’impresa o imprese di utilizzare ai fini agronomici il digestato prodotto nei terreni di cui abbiano la disponibilità e che tali requisiti devono essere conservati per tutto il ciclo di vita dell’impianto. L’articolato contiene anche indicazioni sulle operazioni di dismissione dell’impianto al termine del ciclo di vita e sul ripristino ambientale dell’area, oltre a sanzioni in caso di violazioni.

“L’atto – conclude Rometti – si inserisce nel quadro delle iniziative della Regione per favorire lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e più in generale di un’economia derivante da tali attività, rivolta in questo caso soprattutto al mondo delle imprese agricole”.