• Articolo , 2 dicembre 2008
  • Umbria/Ambiente: Dottorini, grande soddisfazione legge acquisti verdi

  • ”Mi pare che abbiamo fatto un buon lavoro. L’Umbria si dota di una legge di portata strutturale ed e’ per noi motivo di grande soddisfazione constatare che, mentre a livello nazionale l’Italia registra un grave ritardo rispetto agli obiettivi del protocollo europeo sulla tutela ambientale, la nostra regione ha posto le basi per raggiungere, entro […]

”Mi pare che abbiamo fatto un buon lavoro. L’Umbria si dota di una legge di portata strutturale ed e’ per noi motivo di grande soddisfazione constatare che, mentre a livello nazionale l’Italia registra un grave ritardo rispetto agli obiettivi del protocollo europeo sulla tutela ambientale, la nostra regione ha posto le basi per raggiungere, entro tre anni, l’obiettivo del 30% di acquisti verdi ed ecologicamente sostenibili”. Lo ha detto Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e Civici, che ha espresso ”grande soddisfazione” per l’approvazione da parte del Consiglio regionale della proposta di legge relativa alla ”promozione degli acquisti pubblici ecologici” e all’introduzione di ”aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche”.
”A partire da oggi, potremo parlare di un’Umbria piu’ verde anche negli acquisti e nella promozione delle buone pratiche, collocandoci tra le Regioni piu’ virtuose nel panorama nazionale. Grazie alla nostra proposta – ha aggiunto l’esponente del Sole che ride – l’Umbria si dota di uno strumento riconosciuto a livello internazionale come capace di consentire la scelta di prodotti e servizi che hanno un ridotto effetto sulla salute e sull’ambiente. Purtroppo, ad oggi, solo l’8% degli acquisti della Pubblica amministrazione italiana rispetta i criteri del ‘Green public procurement’, situazione che rende una chimera il raggiungimento dell’obiettivo che l’Italia si e’ data: il 30% degli acquisti verdi entro il 2009. Con questa legge la Regione decide di fare la sua parte e si pone in controtendenza insieme alle esperienze piu’ evolute finalizzate alla riduzione degli impatti ambientali, del consumo di risorse non rinnovabili, della produzione di rifiuti e dei rischi ecologici legati al consumo di risorse”.
Le ricerche effettuate dall’Unione europea dicono che se tutti gli enti pubblici europei richiedessero la fornitura di elettricita’ verde, si eviterebbe di produrre – e’ detto in una nota – l’equivalente di 60 milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2), che corrisponde al 18% di quegli impegni di riduzione dei gas ad effetto serra a cui l’Ue deve adempiere in base al protocollo di Kyoto.