• Articolo , 5 aprile 2009
  • Umbria/Ambiente: Vinti (PRC), più’ fotovoltaico. Nucleare è superato

  • Per Rifondazione comunista dell’Umbria va rivisto il Piano energetico regionale: piccoli impianti per la produzione di energia termica e fotovoltaica basati sull’autoconsumo delle comunita’, da installare su tutti gli edifici pubblici a cominciare dalle scuole. ”Questo – ha detto il capogruppo Stefano Vinti – sarebbe un grande piano edilizio, non l’aumento del 20% delle cubature […]

Per Rifondazione comunista dell’Umbria va rivisto il Piano energetico regionale: piccoli impianti per la produzione di energia termica e fotovoltaica basati sull’autoconsumo delle comunita’, da installare su tutti gli edifici pubblici a cominciare dalle scuole.
”Questo – ha detto il capogruppo Stefano Vinti – sarebbe un grande piano edilizio, non l’aumento del 20% delle cubature sulle villette”. Le proposte di una nuova politica energetica ed edilizia per l’Umbria sono state illustrate stamani in una conferenza stampa del gruppo regionale di Rifondazione comunista, che ha toccato anche argomenti come lo smaltimento dei rifiuti e le problematiche del lago Trasimeno. Sul ciclo dei rifiuti, Rifondazione Comunista punta alla riduzione della produzione con incentivi ai cittadini piu’ virtuosi, cosi’ da arrivare al 65% di raccolta differenziata entro il 2012. L’accento e’ stato messo sul processo di recupero, separazione e reinvestimento nel ciclo produttivo, mentre per quanto concerne la parte non riciclabile ”e’ ipotizzabile – ha detto Vinti – un trattamento termico con tecnologie avanzate e a basso impatto ambientale, che ci impegneremo a far conoscere ai cittadini attraverso degli incontri pubblici che mettano in evidenza come la tecnologia degli inceneritori sia oramai superata, come anche il nucleare. Le scelte impiantistiche vanno fatte con la partecipazione della gente – ha aggiunto – pensando a impianti non invasivi ma per il fabbisogno”.
Tra gli altri argomenti trattati anche le possibili soluzioni al problema lago Trasimeno. ”Oltre all’apporto di acqua da Montedoglio – e’ detto in un documento consegnato alla stampa – e’ opportuno promuovere tutte quelle azioni che possano permettere il naturale deflusso dell’acqua piovana al lago, limitando i consumi per coltivazioni”.