• Articolo , 24 febbraio 2010
  • Un’ambasciata americana solare a Londra

  • L’Ambasciatore degli Usa nel Regno Unito, Louis B. Susman, ha annunciato oggi che lo statunitense Kieran Timberlake ha vinto il concorso di progettazione per la nuova sede dell’ambasciata

(Rinnovabili.it) – Il progetto non passa inosservato, vuoi perché è risultato vincitore in una rosa di illustri competitor, vuoi perché ridisegnare l’ambasciata americana di Londra è uno degli incarichi più ardui nel business dell’architettura. E così lo statunitense Kieran Timberlake si è aggiudicato l’incarico sopra nomi come Morphosis o Richard Meier, forte di un prospetto imponente e nel contempo legato ai moderni canoni della sostenibilità.
“La sfida espressiva – confida Timberlake – è quella di riuscir a dare forma alle convinzioni fondamentali della nostra democrazia – trasparenza, apertura, e uguaglianza – e di farlo in un modo sicuro ed accogliente. Allo stesso tempo l’edificio deve affrontare le sfide ambientali con cui tutte le nazioni si trovano a doversi confrontare, attraverso un design sostenibile all’avanguardia”. Visivamente la struttura ricorda un cubo in cristallo, con la superficie esterna risultante dall’interfaccia tra un vetro ad altra resistenza e una pelle polimerica nota anche come ETFE (etilene-tetrafluroetilene), ottimizzata per fornire ombra agli spazi interni pur facendo entrare la giusta illuminazione; in questa sorta di tela sono integrati frangisole fotovoltaici in film sottile. In ogni facciata una cavità ad aria pressurizzata, inclusa nell’ETFE, aiuta l’isolamento termico.
Insieme all’impianto in silicio cristallino sul tetto dell’ambasciata il sistema solare sarà in grado di produrre oltre 345.000 kWh di elettricità. Situato su un sito di quasi cinque ettari sul versante sud del Tamigi, il nuovo edificio sarà circondato da uno stagno semicircolare che funzionerà come fossato di protezione lungo il lato del fiume, mentre un giardino a spirale circonda la struttura e continua verticalmente all’interno, fino in cima, rispettando dunque a pieno la tradizione inglese in fatto di parchi e giardini urbani. Ora non resta che vederlo realizzato.