• Articolo , 28 gennaio 2009
  • Un “Conto Energia” per tutte le rinnovabili

  • Noi Italiani siamo da sempre abituati a leggi complicate e a iter amministrativi infiniti. Il settore delle fonti rinnovabili non è stato certo da meno ma, almeno in apparenza, il quadro giuridico circa l’aspetto degli incentivi pubblici sembra finalmente giunto a una chiara definizione. E’ stato finalmente pubblicato infatti il DM 18 dicembre 2008, l’ultimo […]

Noi Italiani siamo da sempre abituati a leggi complicate e a iter amministrativi infiniti.
Il settore delle fonti rinnovabili non è stato certo da meno ma, almeno in apparenza, il quadro giuridico circa l’aspetto degli incentivi pubblici sembra finalmente giunto a una chiara definizione.

E’ stato finalmente pubblicato infatti il DM 18 dicembre 2008, l’ultimo tassello che mancava per definire gli incentivi statali per tutte le fonti energetiche rinnovabili, esclusa quella solare fotovoltaico, già incentivata dal DM 19 Febbraio 2007.
Il DM 18 dicembre attua in via definitiva la Legge finanziaria per il 2008, delineando il sistema degli incentivi per tutti gli impianti da fonte rinnovabile, con esclusione di quella solare come detto, basandolo su due sistemi principali:
* il sistema dei Certificati Verdi o, in alternativa,
* il sistema della Tariffa Onnicomprensiva.

Nel rinviare l’analisi sul sistema dei Certificati Verdi, cerchiamo di analizzare il sistema della Tariffa Onnicomprensiva (TO), molto interessante anche per i privati cittadini e per le piccole e medie imprese.
Il sistema della TO si applica alle seguenti tipologie di impianti entrati in esercizio a partire dal 1 gennaio 2008:
* impianti eolici di potenza nominale media annua fino a 200 kW
* altri impianti da fonte rinnovabile con potenza nominale media fino a 1 MW, escluso il solare e gli impianti termoelettrici ibridi;

La potenza nominale media annua corrisponde alla potenza nominale dell’impianto, ottenuta sommando i singoli generatori di corrente rinnovabile connessi allo stesso punto di accesso alla rete elettrica.
La TO viene concessa per un periodo di 15 anni, dunque un periodo leggermente più basso dei 20 previsti per la tecnologia solare, e comprende sia il valore dell’incentivo sia il corrispettivo della vendita dell’energia prodotta (da qui la definizione di tariffa onnicomprensiva).
Il valore della tariffa, riportato nella tabella qui sotto, risulta di assoluto interesse e sembra garantire ritorni dell’investimento nei termini già sperimentati per il solare.

La procedura per accedere alla TO risulta semplice e prevede l’inoltre della domanda presso il GSE, Gestore del Sistema elettrico, il quale provvede a qualificare l’impianto e a concedere la relativa tariffa.
Particolare attenzione deve essere fatta dai soggetti che intendono avvalersi del principio della “Scambio sul posto”.
Coloro che decidono di accedere al sistema della TO infatti, non potranno contemporaneamente fruire del meccanismo dello scambio sul posto, salvo per la tecnologia solare fotovoltaico che continua a essere normata da altre leggi.
L’utente che accede alla TO però, potrà successivamente chiedere di accedere allo scambio sul posto, rinunciando alla Tariffa, se verifica che quest’ultima risulta maggiormente conveniente.
A seguito dell’approvazione del DM, l’Autorità per l’energie è prontamente intervenuta con la Delibera ARG/alt 1/9 che disciplina le modalità e le condizioni economiche per il ritiro dell’energia elettrica ammessa al ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva.
La Delibera ribadisce le procedure previste dal DM, compresa la necessità di ottenere la qualifica IAFR – Impianto a Fonte Rinnovabile – che rilascia lo stesso GSE a richiesta del proponente, come condizione necessaria per la stipula della Convenzione ai fini della TO.
Dunque un quadro giuridico finalmente completo, chiaro nel disciplinare i diversi aspetti della procedura e certamente forte dell’esperienza acquisita con la gestione del Conto energia per il fotovoltaico.
I risultati attesi da questo sistema di incentivi sono ambiziosi: l’obiettivo è favorire non solo la diffusione di altre fonti rinnovabili ma anche di stimolare una filiera imprenditoriale made in italy che in alcuni settori, come quello nel mini/micro eolico, ha dimostrato di essere competitiva a livello internazionale e capace di creare occupazione e ricchezza e questo, con i tempi che corrono, è un aspetto tutt’altro che secondario.