• Articolo , 29 gennaio 2010
  • Un accordo per incrementare il compost di qualità

  • Incrementare la raccolta differenziata delle frazioni organiche, migliorare la qualità del compost e favorirne l’utilizzo in agricoltura, consentendo di ridurre l’utilizzo di fertilizzanti chimici. Sono questi i capisaldi dell’accordo sottoscritto a Firenze dall’assessore regionale all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, dal direttore dell’Arsia )agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in campo agricolo) Maria Grazia […]

Incrementare la raccolta differenziata delle frazioni organiche, migliorare la qualità del compost e favorirne l’utilizzo in agricoltura, consentendo di ridurre l’utilizzo di fertilizzanti chimici. Sono questi i capisaldi dell’accordo sottoscritto a Firenze dall’assessore regionale all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, dal direttore dell’Arsia )agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in campo agricolo) Maria Grazia Mammuccini, dal presidente di Cispel toscana Alfredo De Girolamo, e da quello del Consorzio italiano compostatori Leonardo Ghermandi.

Ogni anno in Toscana la raccolta e il successivo compostaggio di rifiuti che trattano frazioni organiche e verdi permettono di produrre circa 60.000 tonnellate di compost di qualità. Dal trattamento di scarti verdi e biologici (che rappresentano un terzo di tutti i rifiuti urbani) deriva un prodotto che ha notevoli impieghi in agricoltura come fertilizzante. Un utilizzo, che, in virtù dell’accordo, sarà incrementato: l’obiettivo è infatti quello di raddoppiare la quantità di compost prodotto.

Non solo: secondo quanto stabilito nell’intesa si punta sia a incrementare l’intercettazione della frazione organica (con particolare attenzione a quella proveniente da cucine e mense) che a promuovere un processo di qualità del compost in tutte le sue fasi di lavorazione, in modo da produrre un compost di qualità certificata che potrà trovare più ampio utilizzo sia in agricoltura, sia per il verde urbano (e in questo senso saranno stimolate le amministrazioni pubbliche).

«Quest’intesa permette, di fatto, lo sviluppo di una sorta di filiera corta del compost permettendo all’agricoltore toscano di avere un prodotto di cui si conoscono perfettamente le caratteristiche, la provenienza e del quale è garantita la qualità di tutti i processi di lavorazione” ha commentato Maria Grazia Mammuccini, direttore dell’Arsia. “La tracciabilità completa di tutto il processo produttivo – ha aggiunto – consente di avere un compost certificato e garantito nella sua qualità, che così potrà rendersi più appetibile da parte degli agricoltori toscani che, per la sua acquisizione, potranno fruire anche degli incentivi previsti dal Piano di sviluppo rurale».

Preliminarmente all’accordo l’Arsia ha realizzato una serie di studi con i quali sono state verificate le possibilità di impiego del compost di qualità in agricoltura.
Poi Arsia ha proseguito le ricerche sul tema, ed ha attualmente in corso un progetto denominato Sofilvu: si tratta di uno studio degli effetti del compost sui terreni agricoli e nelle aree urbane e dello scenario tecnico-economico sulle prospettive organizzative e gestion ali della filiera.